La convivenza di cristiani e musulmani ha bisogno di “sensibilità”: questa l’esigenza formulata dal Consiglio ecumenico delle Chiese austriache (Örkö) in un comunicato diffuso a Vienna nei giorni scorsi. Ribadendo il proprio “interesse ad una buona convivenza tra cristiani e musulmani in questo Paese”, il Consiglio ecumenico ha rinnovato, ad un anno di distanza dalla conferenza internazionale degli imam svoltasi nella capitale austriaca, l’impegno “per il dialogo interreligioso e la coesistenza pacifica. Gli sforzi in tal senso devono costantemente tener conto del fatto che una gran parte dei musulmani in Austria proviene da altri Paesi, rispettivamente da altri ambienti culturali”, si legge nella dichiarazione. La politica, chiedono le 14 Chiese facenti parte dell’ Örkö, deve rafforzare il proprio supporto a favore di “una percezione differenziata dell’Islam nell’opinione pubblica austriaca”, con un “importanza particolare” al ruolo delle scuole in tal senso. Il Consiglio ecumenico auspica altresì l’introduzione di “programmi di integrazione sensibili” che consentano ai musulmani presenti nel Paese di recepire i propri diritti e doveri nella società. Le Chiese “constatano con gratitudine”, prosegue il comunicato, che “esistano già oggi molteplici forme di incontro e collaborazione con i concittadini musulmani” e confermano la propria disponibilità a continuare a promuovere “programmi idonei anche nella propria area di azione”, nonché a collaborare “con le strutture statali e con la comunità di fede islamica”. Nel comunicato, il Consiglio ecumenico afferma di partire dal presupposto che “anche la comunità di fede islamica incoraggi e sostenga i propri membri nello sforzo per l’integrazione – pur mantenendo la propria identità religiosa e culturale”. In questo contesto, si aggiunge, “è particolarmente importante una formazione idonea degli insegnanti di religione e degli imam”.