Spagna: beatificazione di 498 martiri

Sono preti, religiosi, religiose, laici, giovani, uomini e donne i quasi 500 martiri spagnoli che saranno beatificati a ottobre a Roma. La Conferenza episcopale spagnola li presenta come “testimoni di speranza” e in un messaggio a proposito di questo evento invita le diocesi spagnole ad andare a Roma per l’occasione. Esperto di questa vicenda storica nella Spagna degli anni trenta è Vicente Cárcel Ortí, già capo della Cancelleria del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica per più di vent’anni. Per don Vicente Cárcel Ortí, i martiri non sono “martiri di guerra” – come ha affermato al Sir – ma “martiri della persecuzione religiosa”. Secondo lo storico “i martiri hanno testimoniato la loro fede durante la persecuzione religiosa degli anni 1934 e 1936-39 e la Chiesa li beatifica perché sono morti perdonando e pregando per i loro aguzzini, come Cristo sulla croce”. “Non bisogna confonderli con i ‘caduti’ nei campi di battaglia che hanno lottato armati gli uni contro gli altri – precisa -, neanche con le vittime della repressione politica, che ci fu nella zona repubblicana e in quella nazionale per motivi religiosi”. Monsignore Demetrio Fernández, vescovo di Tarazona, ricorda a questo proposito che “la Chiesa vuole proporli oggi ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà come esempio di amore, perdono e riconciliazione” e mons. Raúl Berzosa, vescovo ausiliare di Oviedo (Asturie) ha ribadito anche che questi martiri “non erano soldati, né sindacalisti, politici o intellettuali ma credenti coerenti disposti a dare la vita per quello in cui credevano”.