POLONIA
Giovedì 19 aprile, in occasione del 64° anniversario dell’insurrezione nel ghetto di Varsavia, sul prato davanti al monumento commemorativo si sono illuminate migliaia di candele disposte secondo il tracciato delle strade che esistevano prima dell’occupazione nazista. Il rabbino capo di Polonia Michael Schudrich, parlando degli insorti ha ribadito che “furono costretti a scegliere tra la morte e la morte”. “Coloro che combatterono, volevano avere la possibilità di poter scegliere come morire. Volevano lottare fino alla fine. E questa loro lotta ci insegna che il bene non può tacere, che deve potersi esprimere!”, ha detto il rabbino. Nel 1939 un terzo dei residenti di Varsavia, che contava all’epoca circa 1,3 milioni di abitanti, era di origine ebrea. I nazisti, che alla fine di settembre ’39 avevano occupato la capitale polacca, nell’autunno del 1940 crearono il ghetto. Vi furono segregati circa 450 mila ebrei. Nell’estate del ’42 i nazisti iniziarono lo sterminio massiccio degli abitanti del ghetto, portando nei campi di concentramento e nelle camere a gas oltre 300 mila persone. Nel ghetto rimanevano ancora circa 100 mila persone. Non volendo aspettare passivamente lo sterminio, privi di viveri, medicine e rifornimenti, decisero di combattere. L’insurrezione iniziò il 19 aprile del 1943. I combattenti, in piccoli gruppi, riuscirono a resistere fino al 16 maggio contro i reparti della Wermacht, delle SS e quelli di sostegno, richiamati per completare lo sterminio e per radere al suolo tutto il quartiere.