AGENDA UE
Costituzione, Europa-Usa, diritti umani, avvicinamento della Croazia
Si infittiscono gli incontri politici della cancelliera tedesca Angela Merkel in vista del summit di giugno per rilanciare la Costituzione Ue. All’inizio della settimana ha incontrato il presidente della Commissione José Manuel Barroso e il premier inglese Tony Blair, il primo favorevole a un rilancio dei negoziati, il secondo scettico sulla necessità di una Carta fondamentale, preferendole un “trattato semplificato”, che non abbia nemmeno bisogno di essere sottoposto a ratifica popolare. Dal canto suo il ministro degli Esteri tedesco FRANK-WALTER STEINMEIER insiste: “Abbiamo bisogno della Costituzione se vogliamo essere in grado di agire”. VERTICE EUROPA-USA. Mentre la presidenza di turno del Consiglio Ue, affidata per questo semestre a Berlino, è impegnata sul versante interno, non può mancare un’attenzione prioritaria verso le relazioni esterne: il 30 aprile è fissato l’appuntamento annuale tra Ue e Stati Uniti, a maggio è atteso l’incontro con la Russia e a giugno sarà la volta del G8 presieduto sempre dalla Germania. E in vista del vertice che si terrà a Washington a fine mese, l’Europarlamento, riunito questa settimana in plenaria a Strasburgo, ha fissato per il 25 aprile un dibattito sulle relazioni tra Europa e Usa. La cancelliera Merkel e la commissaria Benita Ferrero-Waldner, che faranno parte della rappresentanza Ue all’incontro con il presidente George Bush, ritengono in proposito essenziale “intensificare le relazioni transatlantiche sia nel campo economico sia in quello politico”. La discussione in emiciclo prevede il confronto tra i deputati, il Consiglio e la Commissione. “Non è escluso – afferma una nota del Parlamento – che, oltre a temi consueti, come la cooperazione economica e i negoziati commerciali, e quelli più politici legati alla lotta al terrorismo (Guantanamo) e alle sfide ambientali ed energetiche, i deputati affrontino anche il nuovo, controverso, programma di euromissili promosso dagli Usa in Polonia e Repubblica ceca”. DIRITTI UMANI NEL MONDO. Lo stesso giorno sarà presente a Strasburgo Abdul Kalam, presidente della Repubblica dell’India, che rivolgerà un discorso ufficiale all’Assemblea. Sarà quindi la volta della discussione in aula della Relazione annuale sui diritti umani 2006, che porta la firma del deputato irlandese SIMON COVENEY . In questo caso la prima convinzione espressa è che “occorre dare più efficacia all’azione dell’Ue per risolvere i problemi in materia di violazione dei diritti umani nei paesi terzi”. La Relazione serve a fotografare la realtà nei paesi Ue e nel mondo, a segnalare i limiti dell’azione comunitaria ed eventualmente a formulare suggerimenti e interventi all’Esecutivo e al Consiglio. Nel testo si ribadisce “l’impegno a favore di una moratoria sulla pena di morte” (della quale hanno discusso il 23 aprile i ministri degli Esteri dei Ventisette riuniti a Bruxelles) e si chiede “una politica dell’immigrazione rispettosa dei diritti umani”. Ampia la parte riguardante la denuncia delle violazioni riscontrate in numerosi paesi, a partire da Cina, Russia e Turchia. La relazione segnala la “scarsità dei progressi” compiuti da Ankara “per quanto attiene l’esercizio della libertà di religione e il pieno godimento dei diritti di proprietà da parte di tutte le comunità religiose, la protezione delle minoranze, la libertà di espressione e i diritti relativi alla popolazione di origine curda”. Il documento segnala il mancato rispetto delle libertà fondamentali anche in Bielorussia e, al di là dei confini continentali, in vari Stati fra cui Birmania, Corea del Nord, Sri Lanka, Darfur, Etiopia, Costa d’Avorio, Senegal, Iran, Uzbekistan. ZAGABRIA VERSO L’UE. “Buoni passi in avanti” a livello economico, giuridico e politico; “persistenti difficoltà” in rapporto ai lavori del Tribunale penale internazionale e alle relazioni con la Slovenia sui confini marittimi. HANNES SWOBODA , eurodeputato austriaco, è invece l’estensore del documento per “valutare progressi e limiti” nel processo di avvicinamento della Croazia all’Unione europea, sottoposto al voto della plenaria sempre il 25 aprile. Nel testo si confermano i rapidi passi avanti di Zagabria: ma “il punto dolente della relazione riguarda ancora una volta gli strascichi della guerra fratricida balcanica e le reticenze alla piena collaborazione con il Tpi”. Alla Croazia l’Europarlamento chiede di risolvere tali questi problemi e di proseguire sulla strada del rispetto dei criteri di Copenaghen (democrazia, stato di diritto, economia di mercato…). Ipotesi di date per l’adesione sono circolate nei giorni scorsi: il 2009 potrebbe essere l’anno indicato dall’Emiciclo, in corrispondenza con il varo della Costituzione e il voto per il rinnovo dell’Eurocamera. Ma l’adesione resta legata agli sviluppi in materia di Trattato costituzionale. Infatti Swoboda precisa nel suo lavoro che il trattato di Nizza “non fornisce una base adeguata per ulteriori allargamenti”. Senza trascurare la cosiddetta “capacità di integrazione” che l’Ue deve dimostrare prima di aprire le porte a nuovi aderenti.