Spagna: “una sana laicità”

“Tra Eucaristia e Chiesa e tra Eucaristia e vita cristiana c’è una stringente reciprocità; l’Eucaristia possiede un’intima dimensione ecclesiale e, viceversa, la Chiesa ha una dimensione eucaristica. Ugualmente possiamo dire che l’Eucaristia modella la vita di ogni cristiano e, conseguentemente, l’esistenza cristiana possiede una forma eucaristica”. Lo ha detto mons. Ricardo Blázquez Pérez, vescovo di Bilbao e presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), aprendo il 23 aprile, a Madrid, i lavori della LXXXIX assemblea plenaria della Cee che dureranno fino al 27 aprile. Ma “come si modella e si manifesta la forma eucaristica della vita cristiana?”, si è chiesto il vescovo, che ha ricordato, nella sua prolusione la prima enciclica di Benedetto XVI “Deus caritas est” e la sua esortazione postsinodale “Sacramentum caritatis”. “Chi si nutre dell’alimento di verità e di amore che è il Corpo ed il Sangue di Gesù Cristo – ha risposto – vivrà per sempre”. In realtà, vivere da discepolo di Gesù significa vivere le diverse vocazioni che maturano nella Chiesa, “nell’esistenza quotidiana” come nel “martirio, “nella missione evangelizzatrice” come nel “servizio che la Chiesa desidera prestare all’umanità”. Quindi, “la forma eucaristica impregna ed abbraccia la vita intera in ogni situazione”. Esiste, poi, “una connessione stretta tra forma eucaristica e trasformazione morale”. Il presule ha parlato, poi, anche di “laicità e laicismo”. “È legittimo parlare di autonomia delle realtà temporanee – ha chiarito il vescovo – se per essa s’intende che le cose create e la società stessa godono di leggi e valori propri che l’uomo scopre ed ordina; ma se s’intendesse l’autonomia nel senso che le realtà create non dipendono da Dio e che l’uomo può utilizzarle senza riferirle al Creatore, la falsità di questa opinione è palese a chi crede in Dio, giacché la creatura senza il Creatore svanisce”. La riflessione intellettuale di Benedetto XVI e la precisione delle sue formulazioni, ha aggiunto mons. Blázquez Pérez, “ci servono da guida maestra”. Originariamente, ha continuato, laico indicava “la condizione del cristiano che non appartiene al clero né professa la vita religiosa”, ma poi nel tempo laicità è significato “relegare la religione all’ambito privato”, attribuendo al termine “un’accezione ideologica opposta a quella che aveva in origine”. Il Papa, ha ricordato, “propugna una sana laicità”, che comporta che lo Stato “non consideri la religione come un puro sentimento individuale”, da relegare nel privato. Entra, perciò, nella “sana laicità” che “i rappresentanti della Chiesa si pronuncino sulle questioni morali”. Durante l’Assemblea plenaria i vescovi spagnoli stanno riflettendo anche sulla scuola cattolica e sulle migrazioni. Il primo argomento sarà trattato anche alla luce di un documento presentato dalla Commissione episcopale per l’insegnamento e la catechesi. Anche la Commissione episcopale per le migrazioni ha preparato un testo base per dibattere sulla “Chiesa in Spagna e le migrazioni”. Nella seduta del 24 aprile, mons. Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, ha parlato dell’enciclica “Deus Caritas est”, e delle sue ripercussioni sulla pastorale della Chiesa.