CONSIGLIO D'EUROPA
Diritti umani negati, una realtà che non si può ignorare
“Nonostante i notevoli progressi compiuti negli Stati membri anche grazie al ruolo svolto dal Consiglio d’Europa, nel nostro continente avvengono ancora gravi violazioni dei diritti dell’uomo”. La denuncia è risuonata mercoledì 18 aprile nel Palais de l’Europe per voce di CHRISTOS POURGOURIDES . Il relatore della commissione affari legali dell’Assemblea parlamentare (Apce) ha animato il dibattito sulla situazione dei diritti dell’uomo e della democrazia nel vecchio continente, svoltosi durante la sessione plenaria del 16-20 aprile a Strasburgo. UNA CRUDA REALTÀ. “Sparizioni forzate, omicidi extragiudiziali, detenzioni segrete, torture e trattamenti inumani. In molti Stati, i difensori dei diritti umani, coloro che aiutano gli altri a far valere i loro diritti, sono attaccati e vivono sotto repressione”: Pourgourides ha descritto una realtà che ad alcuni è apparsa fin troppo cruda, “ma è vera e non la possiamo più ignorare”. Secondo il deputato cipriota “è tempo di passare dalle parole ai fatti e di rispettare i diritti dell’uomo e lo stato di diritto”. Dopo un ampio e preoccupato scambio di opinioni, l’Apce ha esortato i governi dei 46 Stati membri “a non restare indifferenti di fronte alle peggiori violazioni dei diritti” individuali e collettivi. Nella risoluzione votata in aula, i parlamentari hanno denunciato “il divario tra le norme definite sulla carta e la realtà nei fatti concreti”. Hanno inoltre rivolto un appello ai governi “affinché rafforzino il Consiglio d’Europa” e “concentrino le proprie attività su un certo numero di priorità” relative alle libertà fondamentali, e hanno richiesto maggiori poteri investigativi per l’Assemblea. IL TRAVAGLIO DELLA BIELORUSSIA. La settimana di lavori a Strasburgo si è concentrata su diverse “urgenze democratiche” riguardanti gli Stati europei. Anzitutto il caso della Bielorussia. La sotto-commissione che l’Apce ha appositamente istituito si è espressa a favore del rafforzamento delle forze democratiche, quale “condizione preliminare per la democratizzazione del paese”. Nelle sedi europee crescono i segnali di insoddisfazione per la situazione politica interna del grande Stato orientale, dove Aleksander Lukashenko è accusato di essere l'”ultimo dittatore” in Europa. A questo proposito l’Apce sostiene le opposizioni democratiche attive a Minsk, dalle quali si attende però il “superamento delle differenze ideologiche per raggiungere e conservare l’unità”. Un appoggio esplicito è venuto anche per il secondo Congresso delle forze democratiche, che si svolgerà nel mese di maggio. La sotto-commissione chiede ai cittadini e ai partiti “di agire con lungimiranza e di preparare il terreno per le elezioni legislative previste nel 2008”. “I cittadini della Bielorussia devono essere coscienti che viene offerta loro un’opzione democratica e che devono essere liberi di sceglierla”. TRANSIZIONE IN UCRAINA. Altro tema scottante giunto nell’aula dell’Apce è il difficile momento di transizione che sta vivendo l’Ucraina. Il presidente dell’Assemblea CdE, RENÉ VAN DER LINDEN , nell’aprire la discussione su questo argomento, svoltasi alla presenza del premier Viktor Yanukovych, ha affermato che sarebbe un grave errore dividere la popolazione “in pro occidentali e pro russi”, offendendo così “la saggezza degli ucraini”. “Ucraina, Russia ed Europa sono – secondo Van der Linden – realtà che non possono esistere le une senza le altre. L’Ucraina è un anello essenziale per l’unità del continente”. “Il popolo ucraino ha fermamente scelto la democrazia”, ha ribadito il presidente Apce, facendo poi appello a tutte le forze politiche in campo per una soluzione delle tensioni in atto sulla base dello stato di diritto “e nel pieno rispetto della Costituzione vigente” nel paese. PODGORICA VERSO IL CDE. L’Assemblea parlamentare si è inoltre soffermata a valutare la relazione stesa dal deputato monegasco JEAN-CHARLES GARRETTO sulla richiesta d’adesione del Montenegro. I deputati hanno accolto “positivamente i progressi compiuti dal Montenegro in numerosi ambiti” e “la volontà politica di proseguire il processo di riforma espresso dalle sue autorità”. Ma affinché il paese balcanico possa diventare il 47° membro CdE occorre “che ora questo impegno sia tradotto in atti concreti”. Podgorica, indipendente dalla Serbia dal 3 giugno 2006, “dovrebbe adottare, entro un anno al massimo, una nuova Costituzione che contenga i sette principi fondamentali già concordati dai leader del paese, incluso un assoluto divieto della pena di morte, l’indipendenza del sistema giudiziario e misure per tutelare i diritti delle minoranze”. FIORENZO STOLFI , ministro degli esteri di San marino e presidente di turno del Comitato dei ministri CdE, ha spiegato che il parere dell’Apce “sarà esaminato dal Comitato nelle prossime settimane, considerato l’obiettivo che il Montenegro aderisca alla nostra organizzazione in occasione della sessione ministeriale dell’11 maggio”.