La Commissione europea ha adottato il 4 aprile scorso tre Comunicazioni relative alle politiche ed ai programmi Ue nel settore della cooperazione esterna, specificamente in materia di aumento dell’aiuto pubblico allo sviluppo, di sostegno al commercio e di efficacia delle iniziative di aiuto allo sviluppo. “I testi mostrano la chiara determinazione politica dell’Europa che riesce a mantenere i propri impegni ambiziosi”: è quanto affermato da Louis Michel, Commissario incaricato dello Sviluppo e dell’aiuto umanitario, secondo il quale la “doppia sfida” oggi consiste, da un lato, “nell’onorare le promesse fornendo ai nostri partner un aiuto accresciuto e prevedibile”, e dall’altro nel ripartire lo sforzo in maniera equa tra gli Stati membri. Nel 2006 l’Unione europea e gli Stati membri – che hanno consolidato la propria posizione di leader tra i donatori mondiali – hanno contribuito allo sviluppo dei Paesi “poveri” con circa 48 miliardi di euro, pari a 100 euro annui per cittadino (in rapporto ai 69 euro giapponesi ed ai 53 americani), raggiungendo lo 0,42% per prodotto nazionale lordo a fronte dell’obiettivo fissato dello 0,39%. Le priorità di Bruxelles per il prossimo triennio confermano l’intenzione di aumentare il livello di aiuto pubblico (misura positiva di cooperazione allo sviluppo e di lotta alla povertà) diminuendo la quota di alleggerimento del debito (misura puntuale che non crea sviluppo), di favorire le esportazioni dei Paesi beneficiari facilitandone l’inserimento nei mercati internazionali e di concludere gli Accordi di partenariato economico (APE) nel quadro delle relazioni tra le Comunità ed i Paesi Acp (Africa, Carabi, Pacifico).