Nel corso della riunione che si è svolta settimana scorsa a Zagabria (Croazia), nell’ambito del “Processo di cooperazione per il Sud-Est Europa” – cui partecipano oltre all’Unione europea l’Albania, la Macedonia, la Serbia-Montenegro, la Bulgaria, la Romania, la Turchia, la Bosnia-Erzegovina, la Croazia, la Grecia e la Moldova – il Commissario europeo per l’energia Andris Piebalgs ha controfirmato la Dichiarazione ministeriale congiunta relativa alle prossime tappe della costruzione dell’oleodotto paneuropeo Peop (Pan-European Oil Pipeline) che trasporterà il petrolio proveniente dal Mar Nero direttamente ai mercati dell’Europa centrale. Peop collegherà il porto rumeno di Costanza con le infrastrutture italiane di Trieste, evitando il temuto aumento del traffico petroliero marittimo e diminuendo di conseguenza il rischio di incidenti nello Stretto del Bosforo, nel Mar Nero, nel Mare Egeo e nell’Adriatico. L’importanza strategica per l’approvvigionamento energetico dell’Ue è legata al fatto che per la prima volta si costituisce un sistema di dotti collegato con la rete continentale europea che da Trieste serve l’Austria, la Germania e la Repubblica Ceca, con beneficio indiretto oltre che per centinaia di milioni di consumatori anche per gli altri Paesi produttori ed esportatori di gas naturale quali la Russia, le Regioni del Caspio e gli Stati dell’Asia centrale.