Cec: Kobia, in Iraq “un governo federalista”

La tragedia vissuta quotidianamente dalla popolazione irachena “esige che le Chiese continuino non solo a sostenere le vittime di questa guerra disastrosa, ma anche a prendere le loro difese e a intervenire senza indugio a favore della pace presso i governi e le istituzioni”. Lo ha detto nei giorni scorsi, in occasione del quarto anniversario dell’invasione dell’Iraq, il pastore Samuel Kobia, segretario generale del Cec (Consiglio ecumenico delle Chiese), deplorando “le carneficine e le distruzioni” causate da “questo tragico conflitto”. Esprimendo soddisfazione per “l’aumento dell’opposizione alla guerra in tutto il mondo”, Kobia invita le Chiese del Cec “a pregare Dio e ad intercedere presso di Lui” affinché “la guerra finisca e si instauri la pace nella giustizia e nella dignità”. “Attualmente – prosegue il segretario Cec – l’Iraq è in preda a gravi disordini” e sembra andare “verso lo smembramento che provocherà un caos ancora maggiore”. Di qui l’auspicio di “un sistema di governo federalista che risponda alle aspirazioni delle tre comunità – sunnita, sciita e curda – per evitare caos e ulteriori spargimenti di sangue e pervenire ad un’equa formula di condivisione del potere”.