“Nell’attuale società postmoderna i cristiani devono essere capaci di lavorare insieme, semplicemente per essere insieme testimoni di Cristo”. Lo ha dichiarato nei giorni scorsi il pastore Claude Baty, dell’Unione delle Chiese evangeliche libere, in occasione della propria elezione a decimo presidente della Fpf (Federazione protestante di Francia). Baty è stato eletto alla guida della Federazione nazionale durante l’assemblea generale di quest’ultima, tenutasi nei giorni scorsi, e succederà all’attuale presidente, Jean-Arnold de Clermont, il prossimo 1° luglio. “Contrariamente a quanto riteniamo – ha aggiunto Baty – non è l’islam ad avanzare di più, ma il cristianesimo. Ciò avviene soprattutto nei Paesi del Sud”, pertanto “il centro della cristianità non sarà più Roma o Ginevra, ma piuttosto Kinshasa, e ciò condurrà inevitabilmente a nuove espressioni di pietà”. Per il neopresidente Fpf “non possiamo più parlare come se nulla fosse cambiato. In questo senso l’ecumenismo è necessario e indispensabile”. Ad incarnare uno dei nuovi volti del cristianesimo delineati da Baty è uno dei due neoletti vicepresidenti, Victoria Kamondji, originaria della Sierra Leone. Nominato anche il nuovo Consiglio, composto come il solito da pastori, laici, uomini e donne rappresentanti delle Chiese e del settore associativo, che resterà in carica per i prossimi quattro anni. Da quest’anno il numero dei consiglieri è stato innalzato da 21 a 25 per garantire una migliore rappresentanza alle Chiese entrate nella federazione nel 2006. Nel corso dell’assemblea generale, la Fpma (Chiesa protestante malgascia, 34 parrocchie e 15mila fedeli in tutta la Francia), beneficiando di un’adesione semplificata, è divenuta la 23ª Chiesa membro della Fpf. L’assemblea ha votato un anno di probazione per la “Fraternité des veuilleurs”, prima dell’ingresso definitivo nel 2008.