Un libro bianco sul dialogo interculturale

La Commissione cultura e educazione del Congresso ha discusso lo scorso 29 marzo del progetto per il Libro bianco del Consiglio d’Europa sul dialogo interculturale e ha adottato dodici principi di dialogo interculturale e interreligioso per i poteri locali. La Commissione ha preso in esame anche i rapporti sull’integrazione attraverso lo sport, sul ruolo delle regioni nell’insegnamento delle lingue regionali e minoritarie, nonché sul contributo delle università allo sviluppo culturale regionale. Nel corso della riunione, è stata fatta una presentazione sulla campagna politica del Consiglio d’Europa “Tutti diversi, tutti uguali”, lanciata nel giugno 2006, portata avanti dai giovani dei 49 paesi appartenenti alla Convenzione culturale del Consiglio d’Europa (i 46 stati membri, oltre a Bielorussia, Vaticano e Montenegro). La campagna, i cui pilastri fondamentali sono la diversità, la partecipazione e i diritti dell’uomo, intende mobilitare i giovani attorno ad un messaggio di primaria importanza: tutti, ovunque, hanno diritto ad essere se stessi e a vedersi trattare in modo equo e giusto. La campagna sottolinea, inoltre, i valori che animano il Consiglio d’Europa da oltre 55 anni e che garantiscono che ogni europeo abbia diritto ad una scelta democratica, che i diritti dell’uomo siano un principio vivo e che la giustizia sociale sia al cuore della società moderna. La campagna ha lo scopo di incoraggiare l’educazione ai diritti dell’uomo e di diminuire la discriminazione nei confronti dei giovani dei gruppi minoritari, aiutandoli a capire che la loro voce viene ascoltata e che il loro parere conta. E proprio davanti all’aumento di incidenti a sfondo razzista, sempre nei giorni scorsi la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa aveva pubblicato una Raccomandazione contenente una lista di specifiche, ma semplici misure da attuare e, a questo proposito, Terry Davis, segretario generale del CdE aveva incoraggio i governi ad agire immediatamente. La Raccomandazione chiede ai governi di condurre degli studi sulla situazione dei bambini che provengono da gruppi minoritari nel sistema scolastico e di attuare misure politiche per risolvere i problemi che questi bambini devono affrontare. La Raccomandazione propone inoltre di creare un sistema che permetta di controllare e sanzionare gli incidenti a sfondo razzista e di sensibilizzare la società a tal proposito. Il corpo docente deve essere preparato a lavorare in un ambiente multiculturale e a rispondere adeguatamente ai bisogni degli alunni che provengono da differenti contesti.