LAVORO
Ancora molte le differenze tra i Paesi UE
L’Eurispes – Istituto di studi politici economici e sociali – ha diffuso nei giorni scorsi uno studio dal titolo “Povero lavoratore: l’inflazione ha prosciugato i salari”. Si tratta di una ricerca – come spiegano i curatori – basata sulle elaborazioni dei dati Eurostat ed Istat (il centro di statistica nazionale italiano). L’analisi dei dati forniti dall’Eurispes, consente di estrapolare con facilità la situazione generale dei salari e stipendi di tutti gli addetti all’industria ed ai servizi (esclusa quindi la pubblica amministrazione) dei dodici principali Paesi europei. Esattamente sono considerati i dati di Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Finlandia, Francia, Spagna, Portogallo, Danimarca, Belgio, Italia, Germania e Svezia, riferiti al periodo 1999-2004, quindi con una sufficientemente ampia evoluzione tendenziale. Per alcuni degli aspetti della ricerca sono stati utilizzati dati ancora più recente (“Eurostat Yearbook 2006-2007) o di altre fonti quali l’Ocse. Qui di seguito una sintesi dei risultati su scala europea della ricerca dell’Eurispes. CRESCITA FORTE O LENTA. Un primo aspetto che colpisce della ricerca è il differenziale di crescita dei salari lordi in Europa negli ultimi sei anni. Da un lato ci sono quattro paesi (Gran Bretagna 27,8%, Norvegia 25,6, Olanda 21,3 e Finlandia 21,1) che hanno registrato aumenti di oltre il 20%. Dall’altro – fanalini di coda – quattro paesi al di sotto del + 16%: Belgio 15,9, Italia 13,7, Germania 11,7 e Svezia 7,7. Si tratta di “salari lordi”. Considerando che la media comunitaria è del + 18%, ben otto paesi sui 12 considerati hanno registrato una crescita inferiore (esclusa la pubblica amministrazione, che di solito ha dinamiche più “generose”). Se si raffronta, invece, il salario lordo medio degli stessi paesi, si riscontrano differenze molto più marcate: fatto 100 il salario medio italiano che ammontava nel 2004 a Euro 22.053 (per comodità dell’Istituto di ricerca), la Danimarca si trova a Euro 42.484 (parametro 193, cioé quasi doppio dell’Italia), mentre – all’estremo opposto – il Portogallo è a Euro 12.969 (par. 59, cioè quasi alla metà). Ben 9 paesi stanno sopra 100 e solo tre stanno sotto: Spagna 90, Grecia 79 e il già citato Portogallo 59. La classifica risente del diverso peso dei contributi sociali: ad es. in Gran Bretagna il lavoratore costa solo il 16% in più che in Italia ma il suo “lordo” è dell’80% più alto, per i minori contributi. CUNEO FISCALE E REDDITI NETTI FINALI. Diverso ancora il discorso se si confrontano i “cunei fiscali”, cioè il totale dei prelievi a carico di lavoratori senza o con moglie e figli a carico: si va dal 50,9% del ‘single’ tedesco al 22,3% del capofamiglia irlandese, quindi con prelievi molto differenziati. Qui agiscono le diverse “politiche familiari” dei vari paesi. La fascia media di prelievi è attorno 35-40% per i single e 25-35% per le famiglie a carico, anche se appare interessante confrontare anche il differenziale, paese per paese, tra i due tipi di lavoratori. Francia e Grecia hanno un “cuneo fiscale” più lieve della media, mentre Germania e Olanda attuano “una decisa politica familiare”. Le sorprese non mancano sui salari netti finali medi, nella loro evoluzione temporale. Per i “single” in Gran Bretagna dal 2004 al 2006 si è passati da 21.000 a 28.000 (+ 33%), mentre in Francia da 18.300 a 19.700 (+ 7%). Il “balzo” maggiore è stato in Grecia (da 12.400 a 16.720, + 34,5%) mentre il più contenuto è quello italiano (da 15.597 a 16.242, + 4,1%). La media europea è stata di un + 15% e oltre la metà dei paesi considerati l’ha superata. UOMINI E DONNE, DIPLOMATI E LAUREATI. Lo studio dell’Eurispes permette anche di confrontare i salari di uomini e donne, scoprendo che le differenze permangono e sono ancora sorprendentemente forti. In Gran Bretagna, ad esempio, una donna guadagna solo il 64% medio di quanto guadagna un uomo a parità di lavoro e le percentuali salgono così: Grecia 71, Spagna 72, Germania 73, Irlanda 76, Portogallo 78, Olanda 78, Danimarca 79, Francia 80, Italia 80, Finlandia 81. I paesi più “rispettosi” del lavoro femminile sono Belgio e Svezia dove le donne guadagnano mediamente l’83% degli uomini. La parità è comunque ancora lontana. Quanto alla differenza di stipendi tra i laureati e coloro che hanno il diploma di scuola media inferiore, oltre la metà dei paesi mostra che un laureato guadagna fino al 50% in più di uno senza diploma. Punti più bassi in Portogallo (10 mila euro contro 31 mila) e Germania (24.600 contro 61.520). Punti più alti Irlanda (27.700 contro 39.100) e Finlandia (27.130 contro 37.390, cioè solo il 30 % in meno).