Belgio: i vescovi, “interpretare i segni dei tempi”

“Non sapete dunque interpretare i segni dei tempi?”: questo, tratto da un versetto del Vangelo di Matteo, è il titolo scelto dai vescovi del Belgio per l’opuscolo pubblicato nei giorni scorsi con l’obiettivo, si legge nella presentazione, “non di diffondere dichiarazioni clamorose ma, piuttosto, rammentare che, contrariamente all’opinione di alcuni, la Chiesa non è una matrigna che passa il tempo a rimproverare i suoi”. A chi si chiede: “Quando parla, la Chiesa non dice troppi no a quanto accade nel mondo? Lo ama veramente?”, i presuli rispondono ponendo in rilievo “i valori positivi proposti dalla Chiesa e, solo dopo, gli aspetti negativi. Si tratta – spiegano – di stabilire il cammino, piuttosto che di piantare picchetti a destra e a sinistra”. Per i vescovi “ogni no nasconde un ” e “i cristiani dispongono di molte risorse per rendere l’uomo più felice e la società più vivibile”; a questo fine “i valori evangelici sono indispensabili”. Richiamando, ad esempio, l’enciclica di Benedetto XVI Deus caritas est, i presuli la definiscono “una ventata di aria fresca, per i credenti e per tutti gli altri. In essa si parla in positivo dell’amore erotico, ancorché esso debba essere purificato e nobilitato”. Dunque, “ciò non vuol dire – si legge nel documento – che sia permesso tutto, ma non bisogna dimenticare che quanto viene proibito è l’aspetto negativo di un valore positivo”. E ancora: “la Chiesa difende la vita in tutte le sue forme; quando essa dice no, è alla morte che si riferisce”. Ma la Chiesa si pronuncia anche “con gratitudine e ammirazione” a favore del rispetto del creato” ed “è sempre abitata da una disposizione al perdono e alla compassione” per “la debolezza, le cadute e il rialzarsi dell’uomo”. “La fede cristiana – proseguono i vescovi – professa un ottimismo profondo e intangibile nei confronti delle potenzialità dell’essere umano, della sua intelligenza, della scienza e della cultura”. Quanto alla politica, “la Chiesa non può disinteressarsene – chiariscono i presuli – Essa, infatti, pur non intervenendo direttamente sull’ordinamento dello Stato, sulla legislazione o sui poteri esecutivi e giudiziari” deve rammentare allo Stato stesso che “prima dell’etica di fatto che esso preconizza per i cittadini, esiste un ethos prepolitico” fondato sui valori “della dignità della persona umana”, e che “non è la maggioranza parlamentare a stabilire la verità”.