Dove lavorano “i cervelli europei”
Per toccare con mano un’Europa vicina ai cittadini, che mira ai tanto auspicati “risultati”, è sufficiente visitare uno dei cinque siti del Centro comune di ricerca dell’Unione europea. Oggi il Ccr è una Direzione generale della Commissione e ne costituisce il riferimento tecnico-scientifico, un supporto all’attività legislativa e politica dei 27. Ma le origini remote del Ccr affondano in uno dei Trattati istitutivi di cui si celebrano in questi giorni i 50 anni: il 25 marzo 1957 nasceva infatti, oltre alla Cee, anche la Ceea, Comunità europea dell’energia atomica. CAMBIANO I TEMPI, LA MISSION SI AGGIORNA. La Ceea, più nota come Euratom, si prefiggeva di rispondere alle esigenze di indipendenza energetica dei sei paesi fondatori (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) attraverso il nucleare. Una vera e propria scommessa storica, se si considera che si era nella fase più acuta della “guerra fredda”, in cui le superpotenze – Stati Uniti e Unione Sovietica – si fronteggiavano con le armi atomiche. I tempi da allora sono cambiati, ovviamente, ma l’Euratom è rimasta in vita, adeguando la propria mission. Al quartier generale di Bruxelles spiegano che essa “mira alla formazione e allo sviluppo delle industrie nucleari europee”; “allo stesso tempo, garantisce un livello di sicurezza elevato per la popolazione assicurandosi inoltre che le materie nucleari destinate a finalità civili non vengano utilizzate per fini militari”. La prima “base” fu stabilita a Ispra, nei pressi di Varese (Nord Italia): l’Euratom rilevava un reattore fino ad allora appartenuto all’agenzia italiana di ricerca in questo settore. IL COMPLEANNO DELL’EURATOM. Oggi il primo reattore di Ispra è solo un “monumento” e il secondo, creato negli anni ’60, è in fase di smantellamento. “Nei 160 ettari che compongono il sito – spiega BERTA DUANE, tedesca, del servizio relazioni esterne – sono presenti tre istituti: quello per la protezione e la sicurezza del cittadino; l’istituto per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile; infine quello per la salute e la sicurezza dei consumatori”. Ci si occupa ancora di ricerca atomica, ma non più in via esclusiva e comunque sotto altri profili: la sicurezza, la non proliferazione, le applicazioni mediche. “Qui lavorano 1.700 persone, due terzi delle quali sono ricercatori provenienti da tutta Europa”, spiega Duane. Per ricordare il cinquantenario dell’Euratom è in programma l’11 maggio un simposio con il commissario alla ricerca, lo sloveno Janez Potoènik e una “giornata porte aperte” il 12 maggio. CINQUE SEDI IN EUROPA. Il Ccr, che in totale conta 2.700 dipendenti, si è dunque radicato sul territorio comunitario. La direzione generale si trova a Bruxelles. Sempre in Belgio, a Geel, è collocato l’istituto dei materiali e misure di riferimento. A Karlsruhe, in Germania, l’istituto degli elementi transuranici lavora alla sicurezza del ciclo del combustibile nucleare e alla gestione delle scorie. Petten, nei Paesi Bassi, è al centro dell’attenzione per via dell’istituto per l’energia, in una fase in cui l’Ue si interroga sulla creazione di una vera e propria politica energetica comune. Gli studi sulle “prospettive tecnologiche” sono di competenza di Siviglia, in Spagna. Tutte le attività sono inserite nel settimo Programma quadro per la ricerca 2007-2013. PREVENZIONE TUMORI, LOTTA ALLE FRODI ALIMENTARI. Intanto a Ispra, mentre si preparano sobri festeggiamenti per il 50° Euratom, prosegue la consueta attività di ricerca. Stupisce la varietà dei rami in cui operano i “cervelli” europei: i programmi in corso riguardano, ad esempio, la produzione di F-FDG, importante radiofarmaco impiegato per la diagnosi dei tumori. Un altro programma è dedicato alla misurazione degli inquinanti atmosferici per la lotta al cambiamento climatico. Nel laboratorio di nanotecnologie si cercano soluzioni per combattere diverse malattie. Ancora: si sperimentano metodi per testare le sostanze chimiche (per dar corso alla direttiva Reach); si studiano tecniche per realizzare edifici a prova di vibrazioni; si prevengono le epidemie animali, le frodi e le sofisticazioni alimentari; si combattono le allergie. AL SERVIZIO DEI CITTADINI. Il ricercatore italiano GRAZIANO AZZALIN nel 1972 ha iniziato occupandosi di nucleare: oggi è in forza all’istituto per la protezione dei cittadini. A lui si deve Sesamonet, una rete di mobilità sicura per i non-vedenti. “L’idea si basa sull’utilizzo di microchip, con una tecnologia elementare e a basso costo, per creare percorsi per ipo o non vedenti in edifici, centro urbani o nei parchi. Con un bastone – spiega l’inventore – munito di trasmettitore bluetooth e un telefono cellulare, le persone interessante possono acquistare maggiore autonomia di movimento, oppure possono accedere a una base dati esterna che fornisce informazioni in tempo reale sul percorso scelto: dei lavori in corso o la conoscenza delle sale di un museo”. La scienza applicata, appunto, al servizio dei cittadini.