EUROPA: 50 ANNI - SERVIZI

Idee per un confronto

Sul “Rapporto dei saggi” il dibattito al Congresso Comece

Con la bocciatura del Trattato costituzionale da parte di Francia e Olanda, “si è aperto un nuovo capitolo nella storia dell’unificazione europea, il cui proseguimento”, senza il consenso della maggioranza dei cittadini dei singoli Stati membri, “appare più che mai incerto”. Ma per poter assumere “una decisione responsabile” sul percorso futuro dell’Unione occorre definire “che cosa essa sia”. Lo ha detto il 22 marzo a Roma mons. ADRIANUS VAN LUYN , presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), nella conferenza stampa di presentazione del congresso “Valori e prospettive per l’Europa di domani. I 50 anni dei Trattati di Roma” che si apre questa mattina nella capitale italiana (fino al 25 marzo). I VALORI. “L’Unione europea non è nata per un caso del destino. Essa è frutto di una precisa volontà ed è fragile come tutte le imprese umane. Oggi cerca la sua strada per il futuro. Deve diventare più consapevole della forza che sta al cuore dei valori che rappresenta”. È quanto si legge nelle conclusioni del Rapporto del Comitato dei saggi, istituito dalla Comece e formato da cattolici impegnati nel mondo della politica, della diplomazia e della cultura. “La dignità della persona e i diritti umani, la pace, la libertà, la democrazia, la tolleranza, il rispetto della diversità e della sussidiarietà, la ricerca del bene comune”: questi, per i Saggi, i valori rappresentati dall’Ue. Valori che affondano le radici “in duemila anni di tradizione cristiana, oltre che nelle tradizioni di altre fedi e filosofie” e che “devono restare a fondamento della nostra impresa comune”. LE PRIORITÀ. “L’opinione pubblica deve essere rassicurata sui meriti e l’efficacia della costruzione europea”, in modo che “i cittadini si impegnino per il bene comune che essa persegue. L’Unione ha bisogno di un sistema di governance economica e di solidarietà sociale sostenibile idoneo al 21° secolo”. Sono alcune delle priorità per il futuro dell’Ue indicate nel Rapporto. Clima, energia e ambiente, si legge ancora nel testo, “richiedono attenzione immediata”. Ulteriore priorità “la sicurezza”, che “implica la promozione dello sviluppo, la lotta alla povertà, al crimine e al terrorismo internazionale”, ma anche “la risposta alla questione delle migrazioni di massa”. IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE. Dalla “Dichiarazione Schuman” (9 maggio 1950) ad oggi: questo l’arco di tempo preso in considerazione dal Rapporto. “L’obiettivo dell’Europa – sottolineano i Saggi – è approfondire la solidarietà fra i suoi popoli”. Tra i principi adottati, la sussidiarietà e la possibilità per alcuni Stati di “progredire a diverse velocità”. Il testo si sofferma inoltre sul “multilateralismo” dell’Ue, sull’obbligo per “gli Stati membri di attenersi al diritto europeo” e sull’efficacia del “metodo comunitario che tende al bene comune e impedisce ai grandi di dominare i piccoli”. Quanto al “notevole” acquis sociale Ue, esso non va abbandonato di fronte alla “pressione della globalizzazione”, ma “sviluppato per garantire pari accesso ai servizi di interesse generale”. Infine, la responsabilità dell’Europa nella promozione e nel consolidamento della pace e dei diritti umani a livello mondiale.