Polonia: cristianesimo discriminato in Europa

“Il cristianesimo è discriminato in Europa” lo ha affermato nei giorni scorsi mons. Tadeusz Pieronek, presidente del Tribunale ausiliario di Cracovia costituito per la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II. “Ciò nonostante i cristiani non dovrebbero osteggiare il processo dell’integrazione europea” ha aggiunto Pieronek continuando il discorso centrato sui problemi dell’integrazione, pronunciato nell’ambito degli esercizi spirituali organizzati durante la Quaresima nella chiesa di Tutti i Santi a Varsavia. “Molti fautori dell’unificazione non hanno intenzione a richiamare il cristianesimo quale base dell’unità. Questo è la prova di come si tagliano le radici e di come si cerca di creare un’altra Europa, dove non ci sarà più posto per il cristianesimo”- ha rilevato, aggiungendo che “la democrazia ha l’obbligo di proteggere le minoranze, ma non deve per questo ignorare la maggioranza” mentre a suo parere “adesso in Europa comincia a mancare posto per i cristiani”. Mons. Pieronek ha tuttavia criticato quelli “che si mettono a osteggiare il processo dell’integrazione, additando ogni sostenitore di quel processo quale nemico del cristianesimo”. Affermando che “non saranno né leggi né trattati a decidere la sorte della religione e delle Chiese in Europa” ha sottolineato che “la Chiesa svolge la sua missione non grazie alla benevolenza delle autorità di uno Stato laico, anche se desiderata, ma trae la sua vitalità dalla forza autentica di testimonianza del Vangelo”.