ITALIA

Dentro la storia europea

Il card. Camillo Ruini ha lasciato la presidenza della Cei, mons. Angelo Bagnasco nuovo presidente

Il Santo Padre, il 7 marzo, ha accolto la rinunzia, per raggiunti limiti di età, presentata dal card. Camillo Ruini (nato a Guastalla, diocesi di Reggio Emilia, il 19 febbraio 1931), all’incarico di presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) ed ha nominato al suo posto mons. Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova, già arcivescovo di Pesaro e ordinario militare per l’Italia. “Corrispondere agli indirizzi e ai desideri dei Successori di Pietro è stata lungo tutti questi anni la gioia del mio cuore oltre che il primo criterio di orientamento della mia azione”. Ha detto il card. Ruini, che per venti anni ed otto mesi è stato in Cei, prima come segretario generale (dal 28 giugno 1986) e poi come presidente (dal 7 marzo 1991) al termine del suo mandato di presidente della Cei. “Desidero con tutti i vescovi annunciare al mondo contemporaneo la speranza cristiana, come è emerso nel Convegno ecclesiale di Verona”. Queste le parole pronunciate da mons. Bagnasco (nato a Pontevico, diocesi di Brescia, il 14 gennaio 1943), che ha aggiunto che “la Chiesa in Italia è radicata nella storia e nell’ethos del nostro popolo grazie alla presenza diffusa delle parrocchie e delle aggregazioni laicali, alla condivisione dei problemi della gente, all’attenzione concreta ai suoi bisogni spirituali e materiali. Nessuna situazione difficile la vede lontana o indifferente: essa è alleata dell’uomo”. PROTAGONISTA AUTOREVOLE. “Il card. Ruini è stato uno dei protagonisti più autorevoli e più lucidi della storia ecclesiale europea degli ultimi decenni e questa autorevolezza è riconosciuta in Europa”. A dichiararlo è mons. ALDO GIORDANO , segretario generale del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa). Innanzitutto, osserva mons. Giordano, “il card. Ruini ha compreso l’importanza dell’Europa e della cattolicità europea, ma anche l’importanza di essere dentro la storia europea: in questo modo ha portato l’Italia ecclesiale ad essere protagonista dell’Europa. Anzi, potremmo dire che l’Italia è diventata negli ultimi anni la nazione che prende più sul serio l’Europa”. Inoltre, “il card. Ruini ha sempre partecipato agli incontri dell’Assemblea plenaria del Ccee e ha fatto sì che la Cei sostenesse concretamente molti progetti dello stesso Ccee, sia di collaborazione tra i vescovi europei sia a livello ecumenico”: in questo senso è stato fondamentale il sostegno della Cei alla prima tappa verso Sibiu che si è svolta a Roma, a gennaio 2006. “In effetti, il card. Ruini – aggiunge mons. Giordano – non solo ha reso l’Italia protagonista dell’Europa, ma ha anche portato l’Europa in Italia, perché i temi riguardanti il Vecchio Continente sono stati sempre trattati nelle sue prolusioni”. ONDATE STORICHE. Per il segretario del Ccee, “il card. Ruini ha anche saputo cogliere in questi anni con lucidità le ‘ondate storiche’ che l’Europa ha vissuto”. Rispetto alla prima, che si può far coincidere con il crollo del muro di Berlino, “l’Italia ecclesiale, sotto la guida del card. Ruini, è stata molto impegnata a favore dei Paesi dell’Est e affinché s’incontrassero le tradizioni dell’Europa dell’Est e dell’Ovest”. Di fronte alla seconda “ondata storica” che ha visto l’affermarsi del processo di unificazione, con i suoi problemi relativi “a quale visione di Europa e quali valori l’unificazione sostiene, al ruolo del cristianesimo in questa nuova Europa, ai temi etici quali la vita e la famiglia”, “il card. Ruini è sempre intervenuto perché si rispettassero i valori delle singole nazioni, non si diffondesse un certo relativismo e non si sgretolassero realtà come la famiglia o l’inviolabilità della vita”. La terza “ondata storica” riguarda “il confronto dell’Europa con il resto del mondo, con l’avanzare di nuovi Paesi come l’India e la Cina, con l’islam e il terrorismo”: anche in questo caso “il card. Ruini si è interrogato su cosa vuol dire per l’Europa questo cambiamento geo-politico”. PROGETTO CULTURALE EUROPEO. Mons. Giordano evidenzia anche un terzo aspetto del contributo del card. Ruini alla crescita dell’Europa: “Il porporato – dice – ha intravisto la necessità di un progetto culturale europeo, benché non l’abbia proposto come struttura, perché anche in Europa il tema antropologico è fondamentale e sulla visione dell’uomo ci giochiamo il futuro”. A livello europeo, chiarisce il segretario del Ccee, “c’è il confronto con le scienze, in particolare con le neuroscienze, c’è il dibattito su cosa sia una giusta laicità, c’è da scoprire la ragione dentro il fatto cristiano”. Questi temi sono “i capisaldi che hanno sostenuto il progetto culturale in Italia ma che sono utili anche in Europa” e con i suoi interventi il card. Ruini “ha gettato un seme per un progetto culturale europeo”.