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Solidarietà in crisi?

Dal Belgio un segnale preoccupante anche per l’Europa

Spesso presentato come modello in materia di previdenza sociale, il Belgio rischia presto di non potersene più vantare se non agisce rapidamente. Secondo lo studio del Centrum voor Sociale Beleid di Anversa, sembra in effetti che in dieci anni, il divario tra chi lavora e chi dipende dagli assegni sociali è fortemente aumentato nel nostro Paese. Il Belgio sta quindi scivolando, lentamente ma sicuramente, verso il gruppo di testa dei Paesi europei che perdono sempre più terreno in materia di tutela sociale, come l’Irlanda e la Gran Bretagna. Questo fenomeno è tanto più deludente in quanto per molto tempo siamo stati, in Europa, tra i primi della classe in materia di previdenza sociale. Perché siamo oggi in ritardo in questo campo? Difficile rispondere in poche righe a questa domanda. Una cosa sicura è che il nostro senso della solidarietà si è fortemente eroso con il tempo, lasciando spazio ad un egoismo e ad uno spirito di competizione sempre più manifesti. “Ognuno per sé e tutto per me”, tale sembra essere diventato da alcuni anni il nostro motto nazionale. Soprattutto al nord del Paese, dove è sempre più ammesso dalla popolazione che la regione delle Fiandre sarebbe molto più libera e prospera senza la palla della Vallonia. Equivale purtroppo a dimenticare che non è sempre stato così e che i ricchi di oggi forse non lo saranno per sempre. In effetti, essere solidali – o addirittura “scandalosamente solidali”, come ce lo ricorda la campagna di Quaresima di quest’anno – non è forse dimostrare di essere previdenti? Certo, molti hanno il sentimento oggi di lavorare per gli altri e di non approfittare pienamente dei frutti del proprio lavoro, ma chi dice che un giorno non saranno felici di poter, a loro volta, essere aiutati e sostenuti dalla collettività? Questo principio può sembrare semplicistico. Ma è proprio quello che ci ha permesso di figurare per così tanto tempo tra i primi dieci Stati che abbinavano ricchezza e uguaglianza sociale. Ovviamente, il mondo è cambiato (disoccupazione, decentramenti, invecchiamento della popolazione…) e probabilmente non sarà possibile conservare tutti i nostri diritti sociali. Resta che la solidarietà rimane la nostra principale protezione contro la povertà, in Belgio, in Europa e nel mondo intero. Bisognerà quindi trovare un modo per renderla di nuovo efficiente e attraente, altrimenti rischiamo di vedere la nostra qualità della vita abbassarsi ancora di più.