Polonia: il clero chiede perdono

E’ stato un Mercoledì delle Ceneri tutto dedicato alla penitenza e alla richiesta di perdono quello del clero polacco che così ha risposto all’appello per la riconciliazione e la fiducia tra sacerdoti e fedeli, lanciato dai vescovi il 14 gennaio subito dopo il caso di mons. Wielgus accusato di collaborazionismo con i servizi comunisti. Nelle diocesi di Varsavia e Varsavia Praga i sacerdoti hanno chiesto “perdono per le inadempienze nei confronti della fede e del Vangelo, per l’infedeltà al comandamento dell’amore, per l’indifferenza alle sofferenze e per le collusioni causate dalla paura o dal desiderio di successo”. Nel corso della liturgia i sacerdoti hanno implorato: “perdonaci i nostri comportamenti con i quali ha subito umiliazione la dignità degli uomini e gli atteggiamenti che provocarono sdegno e ferite morali. Infondi in noi l’amore, che senza tracotanza sempre si accompagna gioiosamente alla verità”, ricordando anche i casi, quando “per realizzare i compiti loro affidati hanno adoperato dei metodi non conformi al Vangelo”. Le celebrazioni sono iniziate con una processione del Vangelo cui è seguita l’adorazione del Santissimo, dopo la quale i sacerdoti hanno avuto la possibilità di avvicinarsi al sacramento di riconciliazione e di rinnovare i loro voti canonici, “in segno di rinascita spirituale”. “La gente vede i nostri peccati, ma non rifiuterà il nostro servizio se vedrà l’umiltà dei nostri atteggiamenti, parole, e sguardi. Allora capirà che anche noi confidiamo in Dio”, è il commento di padre Jozef Augustyn, direttore spirituale e redattore capo del trimestrale “Zycie duchowe” (“La Vita spirituale”).