“In linea di principio, l’atto di grazia è accordato sempre in modo incondizionato, gratuito, è e rimane un dono”: così il vescovo di Treviri, mons. Reinhard Marx, intervistato il 19 febbraio dal quotidiano Saarbrücker Zeitung, in merito alle voci sulla possibilità di accordare la grazia ad alcuni ex terroristi della Raf da parte del presidente della Repubblica Federale di Germania, Horst Köhler. Mons. Marx ha sottolineato che “occorre distinguere tra un atto di grazia e una scarcerazione anticipata. Anche nel caso di un atto di grazia”, tuttavia, il vescovo ritiene vi debba essere il presupposto “che il richiedente non difenda più le proprie azioni ma le rinneghi”. Il vescovo di Treviri si è detto contrario all’ipotesi che le famiglie delle vittime dei terroristi possano pronunciarsi a favore o contro la grazia: “Sarebbe una pretesa eccessiva a carico delle vittime. Il loro coinvolgimento doloroso non è un buon presupposto per una sentenza equa. Occorre la necessaria distanza e non posso immaginarmi che la si possa avere dopo un’esperienza così terribile”. Mons. Marx ha ricordato che “Gesù Cristo ha detestato il male, ma mai la persona che si è fatta coinvolgere dal male. Anche la persona peggiore ha ancora una possibilità; tuttavia deve essere coerente, leale, pentirsi, distanziarsi dai propri peccati”. “Cristo ha saputo reagire anche animatamente quando i giusti si sono vantati troppo della propria rettitudine e hanno agito senza pietà. La misericordia, una delle parole centrali del vocabolario di Gesù Cristo, non calcola ma presuppone la volontà di ricominciare”.