UE
Economia in crescita, disoccupazione in calo, resta la povertà
Economia in fase di miglioramento, disoccupazione in calo, inflazione sotto controllo. Qualche progresso sul versante dell'”inclusione sociale”, anche se “molto resta da fare”. E poi la necessità di riforme del mercato del lavoro e del welfare “sfruttando la ripresa”. L’Ue fa i conti con le performances produttive e commerciali, mentre si avvicina il summit di primavera dei capi di Stato e di governo, tradizionalmente dedicato alle questioni economiche. SUMMIT A BRUXELLES. L’appuntamento è fissato a Bruxelles per l’8 e 9 marzo, alla vigilia dell’atteso vertice informale del 25 marzo a Berlino per celebrare i 50 anni di integrazione comunitaria, la quale prese avvio e si rafforzò proprio a partire dai settori economici. Nessun leader politico vorrà rovinare la festa imminente: così il summit primaverile dovrebbe prendere atto dei buoni risultati del mercato unico e adottare formalmente raccomandazioni per ogni paese sul versante della Strategia di Lisbona (competitività fondata sulla conoscenza, ricerca, impiego, coesione sociale). La Commissione Barroso ha lavorato a lungo per la preparazione dell’incontro e negli ultimi mesi ha presentato diverse relazioni di “avvicinamento”: da quella di dicembre su Lisbona a quelle dei giorni scorsi dedicate a occupazione e protezione sociale. La presidenza tedesca del Consiglio vigilerà sul summit e chiederà di compiere dei passi avanti “insieme” su mercato interno, energia, “dimensione esterna” della competitività, liberalizzazioni dei servizi, brevetti. CRESCITA SOSTENUTA. “L’economia europea ha registrato risultati particolarmente positivi nel 2006 e dovrebbe mantenere un ritmo di crescita sostenuto nel 2007”. JOAQUÍN ALMUNIA , commissario per gli affari economici e monetari, porta al summit di marzo le cosiddette “proiezioni intermedie” (fra i dati autunnali e quelli primaverili) della realtà economica. La quale, secondo il politico spagnolo, “riflette una maggiore robustezza dell’economia europea e dimostra che le riforme già realizzate meritavano lo sforzo compiuto”. Secondo Almunia, “il risultato è che l’Unione sta creando più posti di lavoro” e la disoccupazione “è scesa al livello più basso da oltre un decennio”. Quindi avverte: “Dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato e sfruttare questi periodi favorevoli per continuare sulla via del risanamento delle finanze pubbliche e delle riforme strutturali”. Secondo i dati elaborati dall’Esecutivo, “la crescita economica nell’Unione europea dovrebbe mantenere un ritmo sostenuto nel 2007, con un aumento stimato al 2,7% nella Ue a 27 e al 2,4% nell’area dell’euro”. CREARE LAVORO. Sulla stessa linea il collega VLADIMÍR PIDLA . In una doppia relazione stesa per il summit, riguardante l’occupazione e l’inclusione sociale, scrive: “Le riforme del mercato del lavoro stanno dando i loro frutti, ma se l’Europa vuole rispondere efficacemente alle sfide poste dalla mondializzazione e dalla rapida diminuzione della popolazione attiva, deve puntare sulla flessicurezza. I lavoratori devono poter passare da un impiego all’altro facilmente e senza timori”. Occorrono dunque riforme che combinino flessibilità e sicurezza e “vanno realizzate in una fase economica positiva come quella che si prospetta”. La Commissione conferma che la disoccupazione complessiva è in regresso (con un tasso compreso tra l’8 e il 9%). Il responsabile del settore spiega: “Il tasso di occupazione dei lavoratori anziani è passato dal 41% nel 2004 al 42,5% nel 2005, ma molto resta ancora da fare per raggiungere l’obiettivo del 50% nel 2010”. Tra gli elementi critici evidenziati, al vaglio del Consiglio Ue, si conferma la diffusa presenza del “lavoro nero”; inoltre “i giovani, i disabili e i lavoratori migranti restano ancora ai margini del mercato del lavoro”. Secondo l’Agenda di Lisbona, i paesi Ue dovrebbero complessivamente creare altri 22 milioni di posti entro il 2010, un obiettivo definito “ambizioso ma possibile”. RISCHIO-POVERTÀ. pidla non si limita però ai temi economici. Nella “Relazione congiunta sulla protezione sociale e l’inclusione” affronta argomenti concernenti il welfare state . Ad esempio afferma: “Gli Stati membri devono agire su più piani per tener fede al loro impegno di ridurre la povertà infantile, facilitando la partecipazione dei genitori al mercato del lavoro, migliorando l’accesso all’istruzione e a un alloggio adeguato”. Tale relazione analizza anche “le priorità e i progressi realizzati per quanto riguarda l’inclusione, le pensioni, l’assistenza sanitaria”; al contempo sottolinea che “restano grossi problemi da risolvere” nei 27, con particolare riguardo ai paesi di ultima adesione. Il commissario ceco aggiunge: “Le recenti riforme che mirano a rendere i sistemi nazionali finanziariamente e socialmente più sostenibili sono incoraggianti, ma restano da risolvere numerose questioni. I fatti parlano chiaro: il 16% degli europei è a rischio di povertà e il 10% vive in famiglie senza lavoro”.