ECUMENISMO

Diversi ma non distanti

Cristiani “insieme per l’Europa” il 12 maggio a Stoccarda

Il prossimo 12 maggio, oltre 180 tra movimenti e comunità di diverse Chiese, più di 10mila partecipanti previsti, si riuniranno a Stoccarda, in Germania, per la seconda volta (la prima, l’8 maggio 2004), a cinquant’anni dalla firma dei Trattati di Roma e nel cammino di preparazione alla terza Assemblea ecumenica europea, a Sibiu, in Romania dal 4 al 9 settembre. L’iniziativa, promossa da Sant’Egidio e dai Focolari e che porta il nome: “Insieme per l’Europa” è stata presentata alla stampa, nei giorni scorsi a Roma. All’incontro con i giornalisti erano presenti: Gabriella Fallacara, dei Focolari, il tedesco Gerhard Pross, della comunità evangelica, il belga Christophe D’Aloisio, presidente della Confederazione mondiale della gioventù ortodossa, che raccoglie 120 associazioni in 40 Paesi, il francese Gerard Testard, presidente della comunità Fondacio, l’inglese Emma Barnes, del corso Alpha della chiesa anglicana. Il programma prevede esperienze di comunione e indirizzi comuni su temi sociali europei: giovani, famiglia, politica, economia, ecologia, arte, evangelizzazione. A Stoccarda, interverranno tra gli altri il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, il card. Péter Erdo, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), il card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, il rev. Keith Clements, segretario generale della Conferenza delle chiese cristiane. ALLA LUCE DEL VANGELO. “Noi cristiani vogliamo essere uniti in un’Europa unita – ha detto MARCO IMPAGLIAZZO -, per costruire insieme un tessuto sociale nuovo, nel nostro continente in crisi, a partire da un ritorno radicale al Vangelo e dall’impegno su temi comuni, come una opposizione forte alla pena di morte”. “In questo momento della storia europea, così complesso e difficile, in cui i valori cristiani subiscono violente scosse, vogliamo dire, tutti insieme, con San Lorenzo: la nostra notte non ha oscurità. Perché la luce che scaturisce dal Vangelo è inesauribile”. Queste le parole di GABRIELLA FALLACARA, che ha aggiunto: “Crediamo nell’Europa dello spirito, che chiede a tutti, credenti e non credenti, un impegno alla convivialità”. “Realizziamo il miracolo dell’unità”, è intervenuto GERHARD PROSS . “Ci sono gruppi che due anni fa non avrebbero immaginato di ritrovarsi insieme. E nessuno di noi ha paura di perdere la propria identità, ma arricchiamo la Chiesa e la nostra esperienza di comunione senza cercare un comune denominatore, ma in un patto d’amore e di ascolto reciproco” che porta un messaggio di speranza: “È possibile camminare insieme ed essere uno nel cuore”. “Quest’anno, la nostra gioia è ancora più grande del 2004. Noi ortodossi siamo felici di essere in tanti, dopo l’ingresso della Bulgaria e della Romania”, è il commento di CHRISTOPHE D’ALOISIO . È una “testimonianza di comunione tra cristiani”, già in questa fase di preparazione alla convention di Stoccarda – ha detto il teologo belga – . “Siamo capaci di stare insieme per servire il progetto di costruzione europea”, poiché “le nostre radici europee sono cristiane”. Poi ha concluso citando Sant’Agostino. Diceva: “Diventa ciò che sei. Camminando insieme, nelle nostre differenze, ciascuno di noi realizza se stesso pienamente”. UNITI PER L’UNITÁ. Per GERARD TESTARD, soprattutto la Francia “ha bisogno” di Stoccarda II, per le seguenti ragioni: il referendum sulla Costituzione europea, con esito negativo, ha segnato il Paese, provocando una percezione di solitudine all’interno dell’Unione; la crisi delle periferie è una profonda crisi di integrazione, tra francesi autoctoni e immigrati, soprattutto, musulmani”. In questo contesto, “Stoccarda assume un valore simbolico e progettuale”, ha detto Testard. “La convivenza pacifica è il risultato di un impegno e di una buona volontà”. Un messaggio “di credibilità del Vangelo oggi”, rivolto “soprattutto ai giovani”: “Cristo è vivo nella storia”, ha concluso. “L’Europa ha bisogno di recuperare un rapporto profondo con Cristo, per operare una trasformazione interiore positiva, a servizio della società”, è intervenuta EMMA BARNES, che ha portato la testimonianza dell’esperienza del corso di teologia Alpha. Poi, ha concluso: “Siamo contenti di confrontarci sulle cose che ci uniscono come cristiani, lavorando all’unità come visione comune”. Sull’ingresso di Ankara nell’Unione europea, tutti i rappresentanti delle diverse chiese cristiane si sono detti favorevoli. La Turchia, come ha mostrato Benedetto XVI nel suo recente viaggio è “uno dei Paesi chiave per comprendere le radici del dialogo interreligioso, perché rappresenta l’Islam alle porte del nostro continente”.