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Mostrare il volto

L’unità dei cristiani per il futuro dell’Europa

Con l’adesione della Bulgaria e della Romania il 1° gennaio di quest’anno, l’Unione Europea allargata a 27 Stati membri è passata da 456 a 493 milioni di cittadini. I cittadini dei Paesi interessati hanno festeggiato la loro entrata nell’Unione, vista come fonte di speranza, di promessa e di sicurezza per il futuro. Per quanto riguarda i membri più anziani di questa famiglia europea di nazioni, l’entusiasmo ed il fervore manifestati quando hanno compiuto questo passo storico nella loro storia, ci ricorda che l’Unione europea ed il progetto europeo rappresentano un forte simbolo di speranza e di fiducia per le popolazioni che hanno sofferto la dittatura e conosciuto le frustrazioni politiche, economiche e sociali di uno Stato dal funzionamento inadeguato. Nei due nuovi Paesi membri resta ancora molto da fare per attuare pienamente ciò che viene definito l’acquis comunitario. Gli sforzi da essi compiuti a tutt’oggi, in questo campo, sono garantiti dalla volontà di realizzare e applicare le norme dell’Unione. Man mano che procede l’unificazione europea, la diversità del nostro continente e delle popolazioni che lo abitano diviene per i cittadini sempre più tangibile. L’adesione di Romania e Bulgaria rafforza la presenza della tradizione ortodossa all’interno dell’Unione. I cristiani d’Oriente e quelli d’Occidente, con la loro rispettiva identità confessionale, sono ora compatrioti. Come cittadini dell’Unione europea, godono degli stessi diritti e sono sottoposti ad identici doveri. I cittadini cristiani si sposteranno più liberamente da Est ad Ovest, e viceversa, per fare affari, lavorare, andare in vacanza. Faranno dunque l’esperienza diretta della diversità delle tradizioni culturali e religiose europee.In quanto cittadini della nuova Europa, i cristiani di tutta l’Ue a 27 sono chiamati ancora una volta ad approfondire la comprensione della propria fede comune, esplorare le rispettive tradizioni confessionali, nonché la loro eredità liturgica e spirituale. La portata della fede cristiana comune, e non solo questo, ha modellato il volto dell’identità europea nella sua diversità e unità. Comprendere queste tradizioni, la loro importanza e il loro sviluppo, costituisce una condizione preliminare essenziale per la presa di coscienza di ogni europeo come cittadino. Se il recente allargamento dell’Unione rende ancora più imperativo continuare sulla strada della comprensione ecumenica, esso rafforza anche la responsabilità comune di tutte le confessioni cristiane nella formazione della fibra etica e spirituale della nuova Europa. Per assumere questa responsabilità, è innanzitutto indispensabile comprendere e apprezzare la propria tradizione dandole il giusto valore. E’ altresì importante che tutti i cittadini europei si rendano conto del valore delle tradizioni delle Chiese cattolica, anglicana, riformate e ortodosse, in un’Europa senza frontiere interne. I cittadini europei dovrebbero essere consapevoli della ricchezza intellettuale del pensiero cristiano, per quanto concerne le questioni di fede religiosa e di ordine sociale. Ciascuno deve inoltre esplorare le modalità con le quali la propria tradizione ha affrontato e integrato il secolo dei lumi e la sua eredità. Eventi quali l’Assemblea ecumenica europea di Sibiu (Romania), che si terrà nel settembre 2007, costituiscono una fonte d’energia per meglio comprendere tali questioni.Senza questo, l’Europa non ha futuro.