CONSIGLIO D'EUROPA
Tutti i nostri sforzi per stanare i predatori di bambini nel cyberspazio sono insufficienti. La dichiarazione è di Terry Davis, segretario generale del Consiglio d’Europa, giunge subito dopo la notizia dello smantellamento, da parte della polizia austriaca di una rete di pedofili che operava su internet e composta da 2000 persone di 77 Paesi. “Benché tali successi non siano da sottovalutare – il segretario del Cde si felicita per il risultato – sono ancora troppo rari e diluiti nel tempo. Dobbiamo constatare che i nostri Governi non fanno abbastanza contro i pedofili che operano nel cyberspazio”. La conferma alle parole di Davis arriva dal numero dei Paesi, membri del CdE, che hanno ratificato la Convenzione del CdE contro la cybercriminalità: 18 su 46. “Si tratta – sottolinea Davis – di uno strumento internazionale unico specifico per i delitti commessi via Internet. Così mentre i delinquenti sono pronti a sfruttare tutte le possibilità offerte dalla rete, le autorità politiche e forze di polizia sono lente a reagire”. Un ritardo che può essere recuperato aumentando “la cooperazione internazionale. La Convenzione, infatti, è aperta anche a Paesi non europei. L’hanno firmata Canada, Giappone, e Africa del Sud, gli Usa l’hanno già ratificata”.