Repubblica Ceca: Chiesa e preti collaborazionisti

“Non tutti coloro che sono negli elenchi erano collaborazionisti, molti sono stati accusati ingiustamente e le notizie sono state gonfiate dai giornali. Tutto ciò mentre i membri della polizia segreta ricoprono ancora incarichi di Stato nella pubblica amministrazione. Così si accusa la Chiesa distogliendo l’attenzione dalle loro responsabilità”. Lo ha detto il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, parlando ai giornalisti a margine di un recente incontro del Papa con i vescovi amici del Movimento dei Focolari. “Nella mia diocesi, su 500 sacerdoti, solo 45 hanno collaborato. Ma tutti i sacerdoti subivano delle pressioni enormi e dei ricatti, anche con la minaccia del martirio – ha ricordato il card. Vlk, che è stato in carcere durante il regime e quando è stato liberato è stato costretto a mantenersi facendo il lavavetri -. Non tutti sono nati per l’eroismo. I due o tre sacerdoti che hanno commesso colpe gravi sono stati già mandati via”. La Chiesa ceca aveva infatti già effettuato nei primi anni ’90 una verifica interna per risolvere la questione a livello ecclesiale, con lettere di scuse e un pellegrinaggio di pentimento al santuario Velehrad per tutti coloro che avevano collaborato come spie. A riguardo nei giorni scorsi la Conferenza episcopale, al termine dell’assemblea plenaria, aveva pubblicato un documento (cfr. Sir n. 8/2007).