RADICI CRISTIANE

Con parole di unità

Europa: l’attualità di Cirillo e Metodio

È opinione diffusa che San Benedetto di Norcia sia il patrono “occidentale” del continente e i Santi Cirillo e Metodio siano i patroni “orientali”. È molto probabile che nei Paesi scandinavi la gente parli di santa Brigida di Svezia come della patrona “settentrionale”.Nella coscienza collettiva, è piuttosto naturale collegare la comprensione del mondo a varie caratteristiche distintive (geografiche, etniche, razziali, climatiche, linguistiche, etc.). Bisogna ammettere che in genere questa distinzione ha condotto alla divisione tra “noi” e “loro, mentre il cristianesimo dovrebbe essere la forza unificatrice dell’Europa e del mondo intero, proprio per la sua forte tensione verso l’unità. Tuttavia esso è potente non solo nella sua unità; è anche ricco nella diversità, e il rispetto di questa diversità è un impegno verso l’unità. A me sembra questo il motivo per cui la Santa Sede ha proclamato patroni d’Europa Benedetto, Cirillo e Metodio, Brigida.Cirillo e Metodio sono chiamati “gli illuminatori del popolo slavo”. A loro si deve la creazione della lingua slava scritta (i caratteri cirillici), la traduzione in lingua slava delle Sacre Scritture e dei testi liturgici e la scoperta delle reliquie e la glorificazione nelle regioni slave di Papa Clemente (nell’XI secolo considerato il primo e principale protettore della Russia).Mi azzarderei perfino a includere Cirillo e Metodio, con la loro predicazione in lingua slava autorizzata da papa Adriano, tra i primi precursori della riforma liturgica del Concilio Vaticano II relativa all’estensione dell’uso delle lingue nazionali. E in ogni luogo in cui il cristianesimo era offerto nella loro madrelingua, gli slavi si convertivano spontaneamente. Cirillo e Metodio furono esempio anche per i missionari russi nelle terre straniere, come santo Stefano a Perm, san Trifone a Vyatka e altri tra i Mongoli, gli Yakuts, gli Altaici e in altre nazioni.I santi fratelli ci ricordano oggi l’appello di Cristo alla verità che rende liberi, parole straordinariamente attuali nel contesto della nuova evangelizzazione dell’Europa. È facile in Europa percepire la verità? Il diavolo permette di nasconderla e mascherarla, di intorbidire il nostro sguardo e renderlo incapace di distinguere il bene dal male. La cultura postmoderna, con il suo sistematico diniego dei valori fondamentali, la strategia della “tolleranza” che accetta come eguali la verità e l’errore, i flussi di informazione dei mass-media incompatibili con i valori cristiani, rendono più difficile alla gente di oggi scoprire la libertà tramite la percezione della verità su Cristo. Oggi, seguendo l’esempio dei santi Cirillo e Metodio, siamo chiamati a trovare il modo di recare la Buona Novella alle menti e ai cuori dei nostri compatrioti, abituati al linguaggio della pubblicità, dei resoconti bancari e dei discutibili siti Internet. Sempre più spesso mi viene da pensare che gli appelli di Benedetto XVI e i moniti dei vescovi europei siano come una voce nel deserto. Se il popolo slavo ha ascoltato Cirillo e Metodio nello sforzo di udire qualcosa di nuovo, gli europei di oggi hanno respinto i predicatori. Se migliaia di anni fa si trattava davvero di “notizie nuove”, per i nostri contemporanei il cristianesimo sembra una “notizia vecchia” collegata in Occidente e in Oriente a immagini di persone vestite di vecchie tonache e sottane. In questo senso, lo scopo della “nuova evangelizzazione” è più difficile e necessita delle preghiere speciali dei Santi Cirillo e Metodio – asceti che riuscivano sempre a trovare una lingua comune non solo con Dio, ma anche con il popolo, con i credenti e con i pagani, con il mondo della loro cultura e con genti chiamate “barbare”.In questo successo del dialogo sta il rispetto della libertà di arbitrio e dell’identità altrui. E, nello stesso tempo, il superamento del determinismo etnico finora così forte. Talvolta sembra che il determinismo etnico della religione non solo non sia spodestato ex cathedra , ma sia perfino appoggiato dagli stessi credenti. In realtà, frasi come “sono cattolico perché sono polacco (o italiano o spagnolo)” o “se sei greco (o russo, o bulgaro), dovresti essere ortodosso” oppure “un vero turco è musulmano” le sentiamo forse più raramente che in passato? Cirillo e Metodio riuscirono a trovare le parole e gli argomenti per neutralizzare il determinismo etnico e rendere la gente libera di fare le proprie scelte con animo aperto. E allora perché oggi non riusciamo a trovare queste parole e questi argomenti?I cattolici in Russia, con tutta la Chiesa universale, commemorano i patroni d’Europa, i santi Cirillo e Metodio, il 14 febbraio. La Chiesa ortodossa russa li celebra il 24 maggio. Speriamo che venga un giorno in cui cattolici e ortodossi celebreranno i grandi illuminatori del popolo slavo in uno stesso giorno e con unità di voce e di cuore.