ECUMENISMO
Per il 2007, la fondazione viennese “Pro Oriente” intende intensificare ulteriormente il dialogo con la Chiesa ortodossa russa nonché con le Chiese ortodosse dell’Europa meridionale, tenendo al centro delle proprie attività anche gli sforzi contenutistici nelle relazioni con l’Islam. Gli obiettivi di Pro Oriente per quest’anno sono stati illustrati dal presidente, Johann Marte, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi a Vienna. Marte ha sottolineato la necessità di osservare con particolare attenzione le Chiese ortodosse orientali, che vivono in contesti islamici e si sentono spesso abbandonate dai Cristiani dell’Occidente: la situazione dei cristiani in Medio oriente è “drammatica”, ha aggiunto Marte. Il responsabile di Pro Oriente ha ricordato che con l’ingresso della Romania e della Bulgaria nell’Ue sono 45 milioni gli ortodossi che vivono entro i confini dell’Unione Europea. “Pertanto, il dialogo cattolico-ortodosso non è più una questione puramente intraecclesiale ma ha un grande significato anche da un punto di vista sociopolitico”, ha osservato. Marte ha poi ricordato come la storia del dialogo tra Chiesa cattolica romana e Chiesa ortodossa sia stata costellata più da pregiudizi di natura storica o compromessi che da ostacoli di tipo teologico e ha presentato una conferenza che si svolgerà tra il 7 e il 12 maggio a Vienna su un progetto di ricerca storica, cui parteciperanno esperti di confessione ortodossa, cattolica greca, evangelica e cattolica romana provenienti dalla Romania e dall’Austria, che si incontreranno per elaborare una ricostruzione storica dell'”Unione di Siebenbürgen” da tutte le confessioni. Il peggioramento della situazione dei Cristiani in paesi islamici sarà al centro di una conferenza internazionale (12-16 giugno) a Vienna. “La situazione per le minoranza cristiane è molto differenziata”, ha affermato Richard Potz, responsabile dell’Istituto di filosofia del diritto, diritto religioso e culturale. “Mentre in Siria i cristiani stanno abbastanza bene, la situazione in Iraq è catastrofica soprattutto al Sud, ma anche nelle regioni rurali mediane”, ha spiegato. Marte ha aggiunto come la situazione a Basra sia particolarmente difficile per i cristiani del luogo: “Quasi tutti i cristiani sono fuggiti, i congiunti di religiosi sono stati ammazzati in modo bestiale da islamici senza che intervenissero le “autorità irachene o le truppe inglesi”. “Questa situazione è tanto più tragica”, ha aggiunto, “se si considera che i cristiani iracheni avevano previsto questo scenario”.