Il Gruppo europeo di Etica delle scienze e delle nuove tecnologie (Gee, “istanza consultiva indipendente, pluridisciplinare e pluralista”) ha presentato alla Commissione europea il proprio “Parere sugli aspetti etici della nanomedicina”, commissionato dall’esecutivo nel novembre scorso. Il documento afferma che le nanotecnologie applicate alle scienze mediche sono “ricche di possibilità di nuovi metodi diagnostici, curativi e preventivi, in grado di aprire campi promettenti per la medicina”. In particolare, il Gee ritiene che l’aspetto fondamentale dello sviluppo del settore consista nella “sicurezza dei prodotti nanomedici” e nella “garanzia di una valutazione adeguata in termini di salute pubblica”: efficacia della ricerca e prevenzione dei rischi sono “missioni” delle istituzioni pubbliche europee e nazionali competenti. Al fine di favorire la necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini, il Gruppo propone di condurre dei sondaggi per valutare la percezione dei vantaggi e dei rischi legati allo sviluppo delle nanotecnologie mediche, di elaborare dei modelli relativi alla loro incidenza sociale e di effettuare una “ricerca interdisciplinare sulle implicazioni etiche, giuridiche e sociali della nanomedicina” e di aumentare la collaborazione tra i Comitati nazionali di etica della ricerca. L’Unione europea ha stanziato circa 3,5 miliardi di Euro per la ricerca sulle nanotecnologie per il periodo 2007-2013, il 20% dei quali sarà destinato a progetti nel settore della nanomedicina.