ITALIA

Quell’unica etica

La preoccupazione della Chiesa per vita e famiglia

“La vita umana, la famiglia e il matrimonio non sono meno importanti della pace, della non violenza, della giustizia”, perché “rientrano nell’ambito di quell’unica etica che ha come orizzonte un umanesimo pieno e condiviso”. E’ quanto scrivono i vescovi italiani, nel comunicato finale del Consiglio episcopale permanente (Roma, 22-25 gennaio), reso noto il 30 gennaio. Volgendo lo sguardo al panorama internazionale, all’indomani dell’ingresso nell’Ue di Romania e Bulgaria, i vescovi auspicano “regole più idonee ad assicurare l’effettiva e armonica” integrazione del continente, ed esprimono preoccupazione per l’Iraq e l’Afghanistan, vicinanza alla popolazione libanese e solidarietà ai cattolici di Terra Santa e del Medio Oriente. “Alta rimane l’attenzione della Chiesa italiana” verso i Paesi dell’Africa, mentre i vescovi manifestano inquietudine “per gli esperimenti nucleari compiuti dalla Corea del Nord e turbamento per l’assassinio a Mosca della giornalista Anna Politovskaia”. All’inizio del comunicato, i vescovi della Cei esprimono “profonda gratitudine al Santo Padre per la sua partecipazione al Convegno ecclesiale nazionale di Verona” dell’ottobre scorso dedicato al tema della speranza cristiana e “viva ammirazione” per il modo in cui ha condotto “la missione in Turchia”. I PRINCIPALI APPUNTAMENTI. Al centro dell’assise episcopale, la scelta del tema per la 57^Assemblea generale (21-25 maggio 2007), individuato nella missionarietà. “Ampia e profonda – si legge ancora nel comunicato – la riflessione sul Convegno di Verona in vista dell’approvazione di una nota pastorale dell’episcopato italiano sugli orientamenti pastorali da offrire alle Chiese locali”. Nel corso dei lavori è stato inoltre fatto il punto sull’attività svolta nell’ultimo decennio dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo mondo, che ha erogato circa 920 milioni di euro per 9.158 progetti e per far fronte a diverse emergenze. Quanto ai giovani, i vescovi sono stati informati del pellegrinaggio-incontro di Loreto (1-2 settembre prossimo), al quale è atteso anche il Papa. In vista della 45ª Settimana sociale dei cattolici (Pistoia-Pisa, 18-21 ottobre prossimo), sono stati annunciati diversi incontri preparatori, e la pubblicazione di un sussidio la prossima settimana. È stata prescelta Ancona come sede del 25° Congresso eucaristico nazionale in programma nel 2011. I “GRANDI VALORI”. Ribadendo il diritto della Chiesa “ad affermare e difendere i grandi valori”, i vescovi italiani riaffermano che “alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso non possono essere equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale”. Quanto alle convivenze eterossessuali, essi ribadiscono che “la protezione dei loro diritti può essere assicurata dall’attuale giurisprudenza” e “non vi è quindi motivo di creare un modello legislativamente precostituito, che inevitabilmente configurerebbe qualcosa di simile a un matrimonio, dove ai diritti non corrisponderebbero uguali doveri”. Circa la cosiddetta “dichiarazione anticipata di trattamento” attualmente all’esame del Parlamento, i vescovi riaffermano “il loro rifiuto all’eutanasia come anche all’accanimento terapeutico” che tuttavia, precisano, “non può giungere a legittimare forme più o meno mascherate di eutanasia e in particolare quell’abbandono terapeutico che priva il paziente del necessario sostegno vitale attraverso l’alimentazione e l’idratazione”. UNIONI CIVILI: LEGGE SUPERFLUA. Nel corso del Consiglio permanente della Cei “non si è parlato affatto” di un eventuale referendum sui “pacs”. Rispondendo ai giornalisti, durante la conferenza stampa svoltasi il 30 gennaio presso la sede di Radio Vaticana, mons. GIUSEPPE BETORI, segretario generale della Cei, ha precisato che “non abbiamo al momento nessuna iniziativa di questo genere, dobbiamo prima vedere il testo di legge. Non sappiamo quale sia l’atteggiamento del mondo cattolico a riguardo”. Quanto a una possibile azione di “diga” della Chiesa italiana nei confronti di una legge che non “soddisfi” le richieste dei vescovi in materia di unioni di fatto, Betori ha precisato che tale azione “si può fare in tanti modi”. “Dovremo vedere ciò che verrà approvato”, ha ribadito. “Certo non potremo rimanere inerti”, ha aggiunto. Alla domanda su come la Chiesa potrebbe valutare una eventuale legge sulle “unioni civili”, ha risposto che essa sarebbe “superflua” perché “andrebbe a configurare un fac-simile del matrimonio, con diritti uguali o quasi uguali ma senza gli stessi doveri”. “Anzi – ha poi aggiunto – questo nuovo soggetto giuridico vedrebbe molto probabilmente, per il principio della non-discriminazione attuato ad esempio in Olanda, il successivo riconoscimento di altri diritti tipici della famiglia, fino al punto di provocare di fatto lo scardinamento a livello sociale e culturale del concetto di famiglia”.