Romania: un clima adatto

“2030 erano le chiese greco-cattoliche in Romania nel 1948, prima dell’oppressione comunista. Adesso ce ne sono solo 405, contando anche quelle in costruzione”, cosi ha detto il vescovo di Cluj-Gherla (Kolozsvár-Szamosújvár) Florentin Crihalmenau alla conferenza della Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali (Roaco) tenutosi recentemente in Vaticano. “La questione degli edifici di nostra proprietà – ha affermato – è molto urgente” anche perché “124 comunità locali hanno delle chiese in costruzione”. Il tema della conferenza Roaco è stato la situazione attuale della Chiesa greco-cattolica di Romania, un Paese in fase di sviluppo e cambiamenti. “Un clima adatto per rinforzare le nostre comunità”, ha commentato il vescovo Crihalmenau alla Radio Vaticana, “perciò aspettiamo l’aiuto della Roaco oltre che nelle costruzioni, anche nella formazione teologica”. Riguardo all’adesione della Romania nell’Ue ha aggiunto, che “questa porterà dei cambiamenti soprattutto nella vita dei giovani per la cui educazione religiosa occorrerà impegnarsi ancor più”. La Chiesa greco-cattolica rumena si è unita alla Chiesa Romana nel 1697, pur mantenendo il rito bizantino; oggi la comunità conta 738 mila membri.