Maggior riconoscimento e sostegno statale per gli uffici di consulenza ecclesiastica che si dedicano alla vita non nata e alla donna: queste le richieste del vescovo di Eichstätt, mons. Gregor Maria Hanke. Nel suo primo intervento da vescovo, durante la festa di inizio anno, svoltasi ad Eichstätt il 20 gennaio, mons. Hanke ha chiesto ai cristiani che ricoprono posizioni di responsabilità nella vita pubblica, di adoperarsi per provocare un cambiamento di tendenza nella politica in Baviera, Land in cui gli uffici di consulenza ricevono dallo Stato un sussidio atto a coprire solo il 10 per cento dei costi, diversamente da quanto avviene negli altri Länder. “La preoccupazione per la vita ha diritto ad essere sostenuto dallo Stato” ha esortato il vescovo. Mons. Hanke ha anche rivolto un appello ai cristiani della diocesi, affinché si impegnino per l’ecumenismo. “Ciò vale particolarmente in una diocesi con questa situazione di diaspora, in cui molti fedeli vivono nelle loro famiglie l’aspetto doloroso della divisione delle Chiese”. “Una colonna dell’ecumenismo deve essere la preghiera”. “Con la preghiera comune è possibile già ora progredire oltre i confini reali esistenti. Per il dialogo ecumenico è fondamentale che tutti contribuiscano apportando la propria identità. Senza la conoscenza della propria posizione non può avvenire un dialogo autentico”. Al contrario, “la mancanza di chiarezza nella propria identità oppure il tacere le posizioni che possono risultare sgradevoli all’interlocutore, impediscono nel lungo periodo di avere frutti”, ha aggiunto. Il vescovo ha deplorato i “limiti dolorosi” degli sforzi ecumenici, quali l’impossibilità di concelebrare l’Eucarestia. Tuttavia, ha osservato, “il lavoro ecumenico richiede però la sopportazione delle tensioni e delle differenze”.