BULGARIA
In Europa da cristiani
“Nella Chiesa cattolica sentiamo il dovere di preparare i nostri fedeli a sentirsi parte di questa famiglia cristiana che è l’Europa”. Così il presidente della Conferenza episcopale bulgara mons. HRISTO PROJKOV racconta al S IR come la Chiesa cattolica di Bulgaria sta vivendo l’ingresso nell’Unione europea. Lo abbiamo intervistato. Con quale atteggiamento la Chiesa cattolica bulgara entra in Europa? “Noi vogliamo entrare in Europa da cristiani, perciò diciamo ai fedeli di ricordare il passato cristiano di più di mille anni della Bulgaria, e i nostri valori fondamentali. Noi non entriamo solo come ospiti, ma con il nostro patrimonio, la nostra cultura, la nostra eredità nell’istruzione e soprattutto con la nostra identità cristiana. Per questo anche nella Chiesa sentiamo il dovere di preparare i nostri fedeli a sentirsi parte di questa famiglia cristiana che è l’Europa”.Con l’ingresso nell’Ue, quali i sono vantaggi, le paure e i rischi per la Bulgaria?“Per 50 anni noi, come gli altri Paesi dell’Est, siamo stati in una comunità chiusa e i cambiamenti che accadevano nel mondo restavano sconosciuti. Abbiamo cercato soprattutto negli ultimi anni di recuperare ciò che avevamo perso, però ci siamo resi conto che il resto del mondo viveva in una grande libertà che a volte porta le persone fuori dalle regole della vita: per esempio il matrimonio tra persone dello stesso sesso, i pacs, l’eutanasia, il non rispetto verso la vita umana nella fase prima della nascita. Questi modelli di vita arrivano anche in Bulgaria e alcuni addirittura sentono il dovere di accettarli per non differenziarsi da quella società della quale andiamo a far parte. Per questo avverto un grande pericolo: di recente la Bulgaria si è liberata da un regime ateo che voleva sconfiggere la fede e non ci è riuscito. Adesso ci chiediamo se siamo disposti a lasciare la nostra fede per assomigliare agli altri che non vogliono più ricordarsi di essere cristiani”.Lei ha ricordato il lungo periodo nel quale le Chiese ortodossa e cattolica hanno lottato per mantenere la propria fede. Una prova ne sono i martiri. Come è la situazione della Chiesa bulgara oggi?“Notiamo che la gente vuole tornare in chiesa, nonostante gli sforzi sotto questo lungo regime. Questo si vede nella partecipazione ai sacramenti, alle pratiche religiose che vengono riscoperte. Il sangue di questi numerosi martiri, ortodossi, cattolici e protestanti, è stato un contributo alla ricostruzione della vita cristiana e dei valori che la accompagnano. La Chiesa bulgara deve al più presto trovare il suo posto in mezzo al popolo, lavorare per esso, soprattutto nell’istruzione, bisogna reintrodurre l’ora di religione nelle scuole e riscoprire il ruolo della Chiesa nella famiglia. Perché i giovani devono poter ricevere i valori cristiani e nel futuro, quando vivranno nell’Europa unita e governeranno il Paese, devono essere guidati da questi valori”. Famiglia e matrimonioFamiglia e matrimoni al centro delle attività pastorali della Chiesa cattolica in Bulgaria nel 2007. Da qui parte l’iniziativa della parrocchia del Sacro cuore di Gesù di General Nikolaevo Rakovski, l’unica città bulgara a maggioranza cattolica per la solenne celebrazione delle nozze di argento e nozze d’oro delle famiglie del quartiere. “In questi tempi difficili per la famiglia in tutta Europa – dice al Sir il parroco don Dimitar Dimitrov – vogliamo incoraggiare i giovani a testimoniare che è possibile vivere la fedeltà coniugale per 25 e 50 anni. I ragazzi – aggiunge – devono sentirsi appoggiati dalla comunità perché non sono da soli nelle sfide che gli propone la società”.Una nuova chiesaIl 17 gennaio nella città di Pleven, diocesi di Nicopoli, il parroco don Stanislav Zeminski ha consacrato la scultura della Madonna di Fatima che sarà posta nell’altare centrale della nuova chiesa che si sta costruendo e porterà il nome della Madonna di Fatima. La scultura è opera del famoso artista bulgaro Kiril Meskin. “Volevo continuare la tradizione della mia famiglia – dice al SIR – perché anche i miei nonni all’epoca aiutarono la costruzione della chiesa nel vicino paese di Assenovo. “Speriamo di finire la chiesa quest’anno – aggiunge don Zeminski – per far coincidere con il 90° anniversario dall’apparizione della Madonna di Fatima”. La chiesa di Pleven sarà la quinta chiesa cattolica nuova in Bulgaria dopo la caduta del regime comunista.