ABBÉ PIERRE
Il suo messaggio: “i poveri devono donare ai più poveri”
In seguito ad un’infezione polmonare è morto, il 22 gennaio, all’età di 94 anni l’Abbè Pierre, fondatore della comunità di aiuto Emmaus. Era stato ricoverato all’ospedale di Val-de-Grace di Parigi lo scorso 15 gennaio. La notizia è stata data da Martin Hirsch, presidente di Compagnons d’Emmaus. Uno dei grandi protagonisti del cattolicesimo francese del XX secolo, Henri Antoine Groue’s, questo il nome completo, era nato a Lione. A 19 anni entra nei Cappuccini di Lione, dopo aver distribuito ai poveri la sua eredità. Nel 1938 viene ordinato sacerdote. Nel 1942 diventa l’Abbè Pierre: falsifica passaporti e trasporta tra le Alpi e i Pirenei diverse persone ricercate dalla Gestapo. Al ritorno in Francia, diventa deputato. Nel 1949 inizia a diffondere il suo messaggio: “I poveri devono donare ai più poveri”. “Con la sua azione in favore dei più poveri, ha offerto una testimonianza della carità che ci viene da Cristo”. Così BENEDETTO XVI ha ricordato la figura dell’Abbé Pierre, “un prete che per tutta la sua vita ha lottato contro la miseria”. Nel suo telegramma, a firma del segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, il Papa ha esteso la benedizione apostolica, “in segno di conforto e speranza” ai familiari del religioso defunto e ai membri delle comunità Emmaus. La morte del fondatore della comunità Emmaus ha provocato cordoglio nelle chiese, movimenti e istituzioni internazionali. FRANCIA. “Prego per tutti coloro che ha aiutato e dei quali si è fatto portavoce, condividendo la loro povertà e rompendo il muro dell’indifferenza. Possano trovare conforto nella speranza di Dio amore che ha sempre testimoniato”. Con queste parole il presidente dei vescovi francesi, l’arcivescovo di Bordeaux, card. JEAN-PIERRE RICARD , ha ricordato l’abbé Pierre. “Ricordo con emozione – si legge in un comunicato della Conferenza episcopale francese – la frase con cui l’abbé Pierre chiude la sua ‘Lettera a Dio’ del 4 ottobre 2005 in cui dice – Padre attendo da tanto tempo di vivere alla tua presenza che è amore – . L’abbé Pierre ha raggiunto il Padre”. Ricard scrive anche di pensare ai francesi “la cui ammirazione” per il religioso “non si è mai affievolita. Attraverso di lui hanno manifestato il loro attaccamento alla generosità, alla solidarietà, all’attenzione per i diseredati”. “Emmaus e la fondazione Abbé Pierre continueranno ad operare nel suo nome dal momento che la precarietà e la mancanza di alloggi restano preoccupanti, in Francia come in altri Paesi. Queste associazioni – conclude Ricard – ci danno una eccezionale testimonianza di impegno e di umanità quale fu la vita dell’abbé Pierre”. “Tutta la Francia è toccata nel cuore” ha dichiarato il presidente francese Jacques Chirac. “La Francia ha perso una figura immensa, una coscienza, un’incarnazione di bontà. Rappresenterà sempre lo spirito della rivoluzione contro la miseria, la sofferenza e l’ingiustizia”. BELGIO. “Un gigante della misericordia”, così il card. GODFRIED DANNEELS , a nome dei vescovi del Belgio ha ricordato l’abbé Pierre. “Rendiamo grazie a Dio per la sua vita. Al di là dei vari aspetti religiosi o filosofici, ricordava a ciascuno il proprio dovere di umanità. Da mezzo secolo l’uomo con il berretto incarnava l’amore di Gesù Cristo. Possa riposare in pace e suscitare in molti la voglia di continuare la sua lotta per la giustizia e la fraternità”. BULGARIA. “ Abbè Pierre è stata una grande persona segnata dalla sua fede profonda – ha affermato il padre assunzionista Daniele Jilier che opera in mezzo ai poveri – il suo esempio mi ha aiutato molto nel lavoro con i poveri in Bulgaria. Che i poveri lavorino per i poveri li aiuta molto e dà loro identità e dignità. In Bulgaria ci sono molte persone che vivono senza alloggio, al freddo polare d’inverno e soprattutto si sentono abbandonati. A volte quando uno lavora con i poveri c’è il rischio di scoraggiarsi, ma l’esempio di Abbè Pierre ci stimola ad andare avanti”. SPAGNA. “Ringraziamo Dio per una vita così feconda al servizio dei più bisognosi” ha commentato il primate delle Spagne e arcivescovo metropolita di Tarragona, mons. Jaume Pujol. “Nello stesso modo in cui nel 1949 l’Abbé Pierre aprì la porta di casa sua agli emarginati, chiedendogli che lo aiutassero ad aiutare altri, preghiamo il Signore che con il suo esempio ci renda più sensibili e che apra i nostri cuori di fronte alla sofferenza degli altri”. OLANDA. Mons. DE KORTE , vescovo ausiliario di Utrecht e referente per il settore Chiesa e società all’interno della Conferenza episcopale olandese, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa dell’abbé Pierre con queste parole, “un’intera vita nel segno dei poveri. Un monumento nella lotta alla povertà”. Ed ancora “l’abbé Pierre è uno dei sacerdoti che attraverso la sua scelta pienamente consapevole per e con i poveri di fatto ha messo in pratica le opere della misericordia. CONSIGLIO d’EUROPA. “Una grande perdita per i valori europei”. Maud de Boer Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d’Europa, ricorda il fondatore della comunità Emmaus. “Ho avuto l’occasione di conoscere personalmente la sua instancabile dedizione alla giustizia sociale e il suo infaticabile richiamo alla solidarietà”. Per il presidente dell’Assemblea parlamentare CdE, René van der Linden, il frate “ha consacrato la vita ai poveri, adoperandosi per la difesa della dignità umana e battendosi contro tutte le forme di ingiustizia”.