ECUMENISMO E DIALOGO

Austria: “restaurare l’immagine di Dio”

Le radici comuni del Cristianesimo e dell’Ebraismo, così come la necessità di superare qualsiasi tipo di fanatismo religioso sono state sottolineate dal metropolita ortodosso di Vienna, Michael Staikos il 18 gennaio durante la funzione ecumenica in occasione della “Giornata dell’Ebraismo”. La celebrazione, svoltasi presso la chiesa evangelica luterana di Wien-Gumpendorf, è stata organizzata dal Consiglio ecumenico delle Chiese in Austria (Örko). “Siamo tutti membri della stessa famiglia umana, abbiamo molto in comune, lo stesso obiettivo, anche se siamo in cammino su percorsi diversi. E l’obiettivo per ebrei e cristiani non è altro che la restaurazione dell’immagine distrutta di Dio nell’uomo”, ha affermato Staikos. Il metropolita ha lodato la decisione presa dalle Chiese cristiane di dedicare insieme una giornata all’Ebraismo, con cui “i Cristiani sono chiamati a ripensare ancora al fatto che tutti hanno una sorgente comune: l’amore e la misericordia di Dio”. Staikos ha accennato anche al significato della Charta Oecumenica, scaturita dalla seconda assemblea ecumenica europea di Graz nel 1997, si è poi soffermato sulle conseguenze del dialogo tra Cristianesimo ed Ebraismo: “L’incontro vitale di Cristiani ed Ebrei non porta solo ad un approfondimento vicendevole della comprensione propria e reciproca, ma è anche fonte di crescita intensa dell’ecumenismo cristiano”. Alla celebrazione hanno preso parte, oltre al metropolita, il vescovo ausiliario Helmut Krätzl, il vescovo evangelico luterano e presidente dell’Örko, Herwig Sturm, il vescovo veterocattolico Bernhard Heitz, l’Oberkirchenrat luterano Thomas Hennefeld. La giornata dell’Ebraismo, giunta in Austria alla sua ottava edizione, è stata istituita dalle Chiese cristiane per ricordare la loro base comune, le radici nell’Ebraismo.