PARLAMENTO EUROPEO

I pilastri della Comunità

Ue, non solo mercato ma anche valori

Più discorsi che attività legislativa; molti progetti, meno decisioni concrete. La sessione plenaria del Parlamento europeo, tenutasi a Strasburgo dal 15 al 18 gennaio, è stata caratterizzata dall’accoglienza riservata ai deputati provenienti da Bulgaria e Romania, dall’elezione del nuovo presidente dell’Assemblea e dal dibattito sul programma di lavoro della presidenza semestrale del Consiglio Ue. Del resto la democrazia ha i suoi ritmi e le sue “liturgie”… L’ITER COSTITUZIONALE. A succedere al socialista spagnolo Josep Borrell nel ruolo di presidente dell’Europarlamento è stato chiamato HANS-GERT POETTERING , 61 anni, giurista tedesco, finora capogruppo del Partito popolare. Nella sua dichiarazione d’esordio ha spiegato: “Il primo compito per tutti noi è fare in modo che l’Ue sia più vicina ai cittadini”, mentre bisogna convincersi che “l’Unione non è solo un mercato economico ma una comunità di valori”. Poettering è stato eletto al primo scrutinio grazie a un accordo tra i due maggiori gruppi, i Popolari e i Socialisti; resterà in carica fino alle prossime elezioni del giugno 2009. Ha ottenuto 450 voti su 689 voti validi (le schede erano 715, di cui 26 bianche o nulle). Gli altri candidati erano l’italiana Monica Frassoni, copresidente del gruppo Verdi (145 preferenze); il leader francese della Sinistra unitaria Francis Wurtz (48); il presidente danese del gruppo Indipendenza e democrazia Jens-Peter Bonde (46). Il neo presidente aggiunge: “Il mio contributo andrà nella direzione di attuare la sostanza del progetto di Costituzione”, necessaria “per procedere con le riforme di cui una Ue così ampia ha bisogno”. Altro obiettivo del suo mandato riguarda il “dialogo culturale con il mondo arabo e l’islam”, i rapporti con Israele “e con l’intera area mediterranea”. IL PRINCIPIO DI SOLIDARIETÀ. Nel suo discorso d’insediamento, Poettering ha ricordato due “prossimi importanti appuntamenti che ci attendono. Anzitutto il summit di Berlino del 25 marzo, per celebrare il cinquantesimo dei Trattati Cee. In quella occasione verrà resa nota una Dichiarazione sul futuro dell’Europa, firmata da Parlamento, Consiglio e Commissione, in cui dovrà essere confermato il principio di solidarietà tra i popoli europei”. “Ci attende in seguito il Consiglio di giugno per mettere a fuoco i prossimi passaggi politici e istituzionali sulla Costituzione”. Doverosa, a questo punto, una domanda al politico tedesco: verrà riproposta la questione delle radici cristiane del continente? “Io mi sono impegnato affinché fosse a suo tempo inserita l’eredità cristiana nel Trattato costituzionale – risponde -. Ora, come presidente dell’Europarlamento, devo rappresentare la posizione della maggioranza dell’Assemblea, che su questo tema non coincide con la mia”. TOLLERANZA, ANIMA DELL’EUROPA. C’era grande attesa a Strasburgo anche per l’incontro con ANGELA MERKEL . Il cancelliere tedesco, presidente di turno del Consiglio europeo, ha esposto il suo programma con un’ampia relazione che ha preso le mosse dalla storia dell’integrazione; ha quindi ricordato i “pilastri” della Comunità, fra cui la pace, la libertà “in tutte le sue sfaccettature”, la “molteplicità”, la responsabilità. Una riflessione che ha condotto la Merkel a sostenere che la vera “anima dell’Europa è la tolleranza”. D’altro canto l’Ue sperimenta oggi “varie difficoltà” e il cammino sembra interrompersi “proprio quando la globalizzazione richiederebbe massima solidarietà” fra i paesi del vecchio continente. Ecco perché il motto scelto dalla presidenza tedesca è: “L’Europa ci riesce insieme”. PUNTARE AI RISULTATI. Sulla questione costituzionale la Merkel si è impegnata a fissare un calendario per il varo della Carta fondamentale, “che dovrà avvenire entro le elezioni del Parlamento del 2009. Un nuovo fallimento su questo versante sarebbe infatti un errore storico”. Per la presidenza di turno del Consiglio “il tempo della riflessione è terminato. Dobbiamo muoverci, occorre puntare a risultati concreti”. Per tale ragione il programma semestrale contiene vari capitoli. Ampia la parte dedicata alle “relazioni esterne”, che toccano i Balcani Occidentali, il Medio Oriente, la “politica di buon vicinato”, il partenariato con gli Stati Uniti, le relazioni con la Russia, la “questione africana”. Nel suo intervento in emiciclo, il capo del governo di Berlino ha insistito sulla Strategia di Lisbona: “La crescita economica che sperimentiamo in questa fase non può essere un obiettivo in sé – ha spiegato -. Noi dobbiamo mirare alla creazione di posti di lavoro e a una maggiore coesione sociale”. Per questo è necessario puntare “sulla ricerca e l’innovazione, la tecnologia ma anche il talento e la fantasia”. Temi sui quali si attendono decisioni dai summit dell’8 e 9 marzo (energia, economia, occupazione) e del 21 e 22 giugno (Trattato costituzionale).