COMMISSIONE EUROPEA

L’ora della svolta?

La politica energetica comune nell’agenda comunitaria

Con la presentazione di un articolato pacchetto di misure “finalizzata a combattere i cambiamenti climatici e a rafforzare la sicurezza energetica e la competitività Ue”, la scorsa settimana si è giunti – almeno nelle intenzioni – a un “punto di non ritorno” sul fronte della politica energetica, più che mai all’ordine del giorno nell’agenda comunitaria. OBIETTIVI AMBIZIOSI. La Commissione europea ha infatti avanzato una serie di proposte, supportate da documenti e studi di settore, orientate a ottenere “obiettivi ambiziosi”. Con una certa enfasi, e scomodando persino mezzo secolo di storia della Comunità, il presidente dell’Esecutivo, JOSÉ MANUEL BARROSO , ha dichiarato il 10 gennaio: “La giornata di oggi segna un cambiamento decisivo per l’Unione. La politica energetica era uno dei settori cardine agli albori del progetto europeo; adesso dobbiamo farlo tornare alla ribalta. Tutti i membri dell’Ue subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici, della dipendenza sempre più forte dalle importazioni e dell’aumento dei prezzi dell’energia. La sostenibilità, la sicurezza e la competitività nel settore energetico impongono una risposta comune dell’Europa”. I progetti riguardano, fra l’altro, la riduzione delle emissioni di gas serra, gli investimenti per sfruttare di più le energie rinnovabili, mentre si insiste sulla creazione di “un vero mercato interno dell’energia”. In particolare la Commissione ritiene che “entro il 2020 i Paesi industrializzati dovrebbero riuscire ad abbattere le proprie emissioni del 30%”, mentre, “per sottolineare il proprio impegno”, essa propone che i 27 si impegnino subito “ad abbattere le emissioni di gas serra di almeno il 20% entro il 2020”. LA RUSSIA, KYOTO E IL NUCLEARE. Nel presentare le linee-guida del futuro impegno comunitario in tale ambito, Barroso ha dovuto affrontare – come impone la cronaca di queste settimane – i nodi del rapporto con i Paesi fornitori, a partire dalla Russia, le problematiche ecologiche e il rispetto del Protocollo di Kyoto, i temi dell’energia nucleare e delle fonti rinnovabili. “Si tratta di assicurare all’Europa un’energia sicura, competitiva e durevole nel contesto del cambiamento climatico, dell’aumento della domanda mondiale d’energia e delle incertezze relative agli approvvigionamenti futuri”. Barroso ha tracciato il quadro geopolitico entro il quale si dovrebbe inserire la ricerca di una strategia comune fra i 27, che dovrebbe comprendere il rafforzamento delle infrastrutture e delle reti energetiche, la razionalizzazione dei consumi, il sostegno alla produzione di energie rinnovabili. A questo proposito, STAVROS DIMAS , responsabile dell’ambiente, ha messo in guardia sul fatto che “il cambiamento climatico è una delle più gravi minacce al nostro pianeta” e “deve essere affrontato senza altri ritardi”. Sul nucleare, invece, Barroso si è limitato a ricordare che “nell’Ue esso rappresenta il 31% della produzione di elettricità”. Ma, ha aggiunto, sulla scelta di incrementare questa fonte, la Commissione intende “limitarsi ai fatti”, senza “prendere posizione”, perché tale scelta “spetta agli Stati”. Barroso ha osservato: “Ciò che è importante è avanzare verso un’economia meno dipendente dal carbone”. STRATEGIA DI LUNGO PERIODO. Concretamente, la Commissione propone di concentrarsi su alcune misure, di cui s’era già parlato durante la presentazione di un documento analogo nell’ottobre scorso, attorno alle quali impegnare gli Stati aderenti all’Ue : “Il miglioramento dell’efficienza energetica; l’aumento della parte di energie rinnovabili; il rafforzamento della solidarietà tra gli Stati membri, con una visione a lungo termine circa lo sviluppo delle tecnologie energetiche e un accento rinnovato sulla sicurezza del nucleare”; infine la necessità “per l’Unione di parlare a una sola voce con i partner internazionali, compresi i produttori energetici, i paesi importatori e quelli in via di sviluppo”. Sono dieci le misure avanzate dall’Esecutivo, che fanno parte di un “piano d’azione” di lungo periodo. Fra queste: la creazione di un mercato interno del gas e dell’elettricità; un rapporto sulle reti energetiche nell’Ue e le loro possibili interconnessioni; le misure relative alle produzioni che partano dai combustibili fossili; alcuni studi e ricerche sulle energie “pulite” e sui biocarburanti; “una valutazione sulla situazione del nucleare in Europa”. Il Commissario all’energia, ANDRIS PIEBALGS , commenta: “Se prendiamo le decisioni giuste oggi, l’Europa potrà guidare il mondo verso una nuova rivoluzione industriale: lo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio. La nostra ambizione di creare un mercato interno che funzioni, incentivare un mix di fonti di energia pulite ed efficienti e fare le scelte giuste nel campo della ricerca e dello sviluppo sarà l’elemento che determinerà se saremo in prima fila in questo nuovo scenario o se saremo al seguito di altri”.