Lituania: in fiamme la Collina delle croci

È partita, grazie ai cattolici lituani, la campagna per il restauro della “Collina delle Croci”, luogo simbolo della resistenza del Paese baltico all’occupazione russa e della fede del popolo lituano. Danneggiata da un incendio lo scorso 28 dicembre, la Collina ospita almeno 200 mila croci piantate nel corso degli anni sui suoi versanti. A darne notizia è l’agenzia cattolica americana, Cns, che riporta le dichiarazioni di un amministratore locale, Meilute Pozemeckaite: “la gente prega e pianta nuove croci nella zona devastata dall’incendio che dunque non resterà vuota a lungo”. Da parte sua, mons. Eugenijus Bartulis, vescovo di Siauliai, nella cui diocesi si trova la Collina, ha affermato che “i danni principali riguardano le piccole croci anche se ci sono delle croci più grandi che sarà difficile rimpiazzare. Fortunatamente – aggiunge – la maggiorparte delle croci di valore sono state risparmiate dalla fiamme. Con queste anche quella donata a settembre 2006 da Benedetto XVI”. La Collina delle Croci, situata a 10 chilometri a nord di Siauliai, è una delle mete di pellegrinaggio più importanti del popolo lituano. L’uso di piantare le croci nasce nel 1831, durante la rivolta contro la Russia e fu ripreso negli anni ’50 dai cattolici che tornavano dall’esilio in Siberia. Il governo sovietico ha cercato, in passato, di distruggere con le ruspe il sito, ma senza esito. Giovanni Paolo II vi giunse pellegrino nel 1993 e qui celebrò una messa. Nel 1994 vi fece anche piantare una grande croce. Sempre nel Paese baltico sta suscitando molte proteste la messa in onda, dall’inizio del mese, del cartone animato Popetown, una serie che si fa beffe della figura del Papa e dei cardinali. L’episcopato lituano, secondo quanto riporta l’agenzia Apic, aveva chiesto di sospendere la messa in onda ma la richiesta è stata bocciata dal tribunale con la motivazione che non vi erano prove di un qualsiasi pregiudizio circa la Chiesa. L’80% circa dei 3,4 milioni di abitanti lituani si professa cattolico.