PARLAMENTO EUROPEO

Un anno cerniera

Un 2007 denso di impegni per le Istituzioni europee

La lunga pausa per le vacanze natalizie è alle spalle e il lavoro è ripreso a pieno ritmo negli uffici comunitari. La prossima settimana, dal 15 al 18 gennaio, vedrà in particolare Strasburgo sotto i riflettori, con la plenaria del Parlamento e la presenza dei vertici istituzionali Ue. ACCORDO PER L’ALTERNANZA. Mentre i gruppi politici presenti in Emiciclo provvedevano nei giorni scorsi a rieleggere i propri organismi, come avviene tradizionalmente a metà legislatura (2004-2009), nei corridoi dell’Europarlamento non si parlava d’altro che della votazione del nuovo presidente. I giochi sono formalmente ancora aperti, anche se l'”accordo per l’alternanza” fra socialisti e popolari, che due anni e mezzo fa aveva portato alla scelta dello spagnolo Josep Borell (Pse), non dovrebbe ora riservare sorprese: in cima all’istituzione dovrebbe essere eletto il tedesco Hans-Gert Poettering (Ppe), il quale nelle scorse settimane non nascondeva la propria candidatura, voluta all’unanimità dal suo partito. IL NUOVO “BUREAU”. Il calendario dei lavori della sessione parlamentare prevede, per lunedì 15, l’allocuzione finale del presidente uscente Borrell e l’accoglienza dei nuovi deputati bulgari e rumeni. Martedì 16 sarà il giorno dell’elezione del nuovo presidente, dei 14 vicepresidenti e dei questori dell’Assemblea, che insieme costituiranno il “bureau”. Mercoledì 17 è previsto l’intervento di Angela Merkel, cancelliere tedesco e presidente di turno del Consiglio Ue, per presentare il programma del semestre, che si concentrerà soprattutto sulla questione costituzionale, sui temi dell’energia e della competitività economica, sulla Strategia di Lisbona, sui rapporti con gli Stati Uniti e la Russia (dopo il rendez-vous con George W. Bush del 4 gennaio, è previsto un incontro tra l’Ue e Vladimir Putin il 21 gennaio). Fra gli altri argomenti inscritti all’ordine del giorno della plenaria spiccano inoltre la situazione delle ferrovie in Europa e l’esportazione di armi. Per completare il rinnovamento dei vertici, la settimana seguente le 20 commissioni e le 2 sottocommissioni parlamentari eleggeranno i rispettivi presidenti e vicepresidenti. AUMENTANO I DEPUTATI. Con l’attivo a Strasburgo dei 35 deputati romeni e dei 18 bulgari, l’Assemblea passa a 784 membri: allo stesso tempo le lingue di lavoro salgono a 23, con l’aggiunta anche del gaelico, parlato in Irlanda e assurto a espressione “ufficiale” dell’Unione. Nella sua ultima intervista da presidente, rilasciata al sito www.europarl.europa.eu, JOSEP BORRELL ha voluto proprio sottolineare “la complessità di questa casa”, dove “il lavoro si svolge in molte lingue differenti”, nonché “la sua dimensione internazionale”. “Tutto è un po’ più complicato – ha aggiunto il politico catalano -, perché oltre alla dimensione ideologica ne esiste una” più propriamente nazionale. Nel ricordare le “sfide principali” del suo mandato, Borrell ricorda il passaggio “da un Parlamento da 15 Stati membri a uno a 25”, fino agli attuali 27. “Le sfide sono state anche quelle dei grandi temi legislativi, come la direttiva Servizi e quella sulle sostanze chimiche, Reach”. Sulla situazione di stallo in cui verso l’integrazione comunitaria, Borrell afferma invece: “Non si può passare da 15 a 27 aderenti senza gli aggiustamenti necessari. L’Europa attraversa una crisi di dimensione, di legittimità ed efficacia. Il suo sistema decisionale non è stato adattato agli allargamenti e la sua lentezza rischia di fargli perdere legittimità”. Infine il presidente uscente, riflette: “La ragione per l’Europa di domani è, a mio avviso, una risposta alla globalizzazione del mondo, con problemi quali l’energia, l’immigrazione, la sicurezza, la cooperazione di polizia…”. UN ANNO IMPEGNATIVO. Nel 2007, definito “anno cerniera” nel cammino dell’Unione (dovendo legare il mezzo secolo di storia passata col futuro dell’integrazione), il Parlamento avrà un ruolo particolare: sul piano della produzione legislativa, condivisa con il Consiglio; sul versante dell’impulso politico, agendo come “motore” di una integrazione rafforzata; infine per quanto riguarda la rappresentanza e il maggior coinvolgimento democratico, essendo l’unica istituzione comunitaria eletta direttamente dai cittadini. Fra i temi già in calendario, si contano dunque le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dei Trattati istitutivi Cee; il futuro della Costituzione; il problema del cambiamento climatico e, collegato a questo, l’approvvigionamento energetico, al centro del Consiglio Ue di primavera (nella sessione di dicembre 2006 il Parlamento ha chiesto agli Stati membri un miglioramento dell’efficienza energetica del 20% entro il 2020 e un uso delle fonti d’energia rinnovabili fino al 20% del totale). Nuove normative sono infine attese per il roaming (tariffe telefoniche internazionali), la sicurezza marittima, la riforma del mercato vitivinicolo e il rinnovo dell’accordo di cooperazione con la Russia.