Un appello di fine anno, durante un sermone nella cattedrale di san Patrick ad Armagh, nord Irlanda, a unionisti e nazionalisti perché sappiano “catturare il futuro” e trovare un modo pacifico di convivenza e una dichiarazione firmata qualche giorno fa insieme ai leader delle quattro più importanti chiese cristiane nordirlandesi perché venga messo al bando il settarismo. Così l’arcivescovo Robin Eames, primate della “Church of Ireland”, la chiesa anglicana di Irlanda, ha completato il suo mandato come arcivescovo di Armagh e rassegnato le dimissioni. A sessantanove anni, Eames entrerà a far parte della Camera dei Lord dove continuerà a difendere il processo di pace. Negli ultimi vent’anni, Eames è stato una figura chiave del dialogo tra protestanti e cattolici e si deve anche a lui se questa tormentata provincia del Regno Unito vede oggi finalmente uno spiraglio di vera pace nel proprio futuro. L’appello ecumenico per “una fine ai pregiudizi e al settarismo nel prossimo anno” e per “un rifiuto di parole, atteggiamenti e azioni che li alimentano” è stato firmato, oltre che da Eames, dal Primate cattolico Sean Brady, dal moderatore della chiesa presbiteriana, David Clarke e dal presidente della comunione metodista Ivan McElhinney. I quattro leader cristiani hanno spiegato che il nord Irlanda sta per affrontare un anno decisivo che “o ci porterà verso un futuro condiviso con un atteggiamento di progresso in avanti o ci lascerà intrappolati in un passato di risentimenti e pregiudizi”.