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La Slovenia interroga l’Europa
Tra i dieci Paesi che sono entrati a far parte dell’Unione europea il 1° maggio 2004, la Slovenia è la prima ad aver introdotto dal 1° gennaio 2007 la moneta unica. Il passaggio all’Euro comporta il riconoscimento del progresso che la Slovenia ha realizzato in campo economico nei primi 16 anni di indipendenza. Come cittadini sloveni ne siamo lieti. Come cristiani, che valutano il successo e la stabilità di una nazione anche sulla base di altri criteri, ci chiediamo se di pari passo con lo sviluppo economico si stanno rafforzando le fondamenta etico-spirituali e morali, che possono assicurare la sopravvivenza del nostro popolo, dell’Europa e del mondo. Si tratta dei valori fondamentali della persona, della famiglia, del cristianesimo, da cui abbiamo attinto in passato e che rappresentano una dimensione insostituibile per lo sviluppo integrale, la pace, il bene del singolo e della società. Uno sguardo più puntuale sulla società dimostra che sono messi in crisi proprio i valori cristiani fondamentali, sia in Slovenia che negli altri Stati europei. Nonostante il miglioramento dello standard di vita, sempre più persone soffrono a causa dei fallimenti della vita familiare, della solitudine, del vuoto spirituale. È grave il fatto che oggi la politica europea di orientamento liberale ignora e annulla programmaticamente i valori spirituali, che sono la base non solo della felicità personale e familiare, ma anche della sopravvivenza futura dei popoli europei. Lo dimostra non solo il “no” al riferimento alle radici cristiane nel Trattato costituzionale Ue ma ancor più nell’accettare a livello europeo proposte di legge molto liberali che nell’assolutilizzare la scienza, il progresso e il denaro, non riconoscono la dignità e il rispetto della persona dal concepimento alla morte naturale.La Slovenia nei mesi scorsi si è aggiunta a quei Paesi europei che a beneficio della ricerca scientifica sono pronti a produrre e distruggere nuovi esseri umani. Mentre le altre nazioni limitano e ostacolano l’attività dei casinò, la legislazione slovena apre nuove possibilità di sviluppo e, in tal modo, prospetta gravi conseguenze sulla vita personale e familiare. Nonostante i risultati del referendum sul lavoro nei giorni festivi e contro la volontà della gente, il Governo – sotto l’egida ferrea del capitale – ha deciso che in Slovenia i negozi saranno aperti di domenica. Nonostante l’impegno dell’attuale Governo, la legge sulla libertà religiosa, con la quale la Slovenia si avvicinerebbe alla prassi europea che considera la Chiesa e gli altri movimenti religiosi qualcosa di positivo per la società, non è stata approvata a causa del forte dissenso dell’opposizione. Il capitalismo liberale con la sua ideologia demolitrice non si accorda con i valori cristiani: il progresso economico e il benessere sono necessari, ma non ad ogni costo. Nell’anno in cui celebriamo il cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, s’impone una riflessione sulla responsabilità dei cristiani e di tutti gli uomini di buona volontà per il futuro europeo. Come assicurare che i valori fondamentali siano pienamente protetti, in particolare la dignità umana, la pace, la libertà religiosa in tutte le sue dimensioni e i diritti istituzionali delle Chiese? “Solo rispettando la persona umana si pongono le basi per un autentico umanesimo integrale”: questa la risposta di Benedetto XVI nel discorso al corpo diplomatico l’8 gennaio di quest’anno. Non la moneta unica ma l’uomo deve essere al primo posto, in Slovenia e in tutta l’Europa.