OLANDA
I vescovi scrivono ai partiti di Governo
Contiene un appello ai partiti incaricati di formare il nuovo governo la lettera inviata dai vescovi olandesi il 4 gennaio a firma del card. Simonis: un appello affinché i partiti interessati abbiano a cuore la difesa della famiglia e dell’ambiente. Come è noto i cristiano democratici (Cda), i socialdemocratici (PvdA) e il partito religioso “Christen Unie” hanno avuto nei giorni scorsi una riunione a porte chiuse per sondare la possibilità di costruire un governo insieme; nel complesso questi partiti dispongono della maggioranza parlamentare e nelle prossime settimane, sotto la presidenza dell’ultimo premier, Jan Peter Balkenende (Cda) vogliono avviare trattative concrete per il nuovo programma di governo. TUTELARE LA FAMIGLIA E LA VITA UMANA. Nel documento inviato ai rappresentanti dei partiti che, dopo le elezioni del 23 novembre 2006 stanno cercando di comporre una coalizione i governo, i vescovi richiamano a una tutela maggiore della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e ribadiscono il proprio no all’aborto e all’eutanasia. La loro opinione è che quello attuale sia un momento nel quale al nuovo governo si chiede “di offrire una prospettiva e di dare una direzione”. Altri temi centrali per i vescovi sono la dignità e la protezione della vita umana, la famiglia come “nucleo fondante della società”, e l’attenzione per i Millennium Development Goals e l’ambiente. “La Conferenza episcopale ritiene la famiglia la cellula germinale della società”, scrivono i vescovi; è lì che “viene posta la base per la partecipazione nella società.” Il matrimonio tra uomo e donna guadagna di conseguenza una migliore protezione, anche dal punto di vista materiale. La nuova vita che discende dall’amore tra uomo e donna merita protezione dalla nascita alla morte. “La Chiesa vede sempre la vita come un dono di Dio”, si afferma nella lettera e “questo principio teologico rafforza il principio generale a rispettare la vita”. Riguardo al matrimonio c’è da registrare che da tempo nei Paesi Bassi si verifica un progressivo calo delle unioni matrimoniali. Secondo statistiche del Cbs, l’Ufficio centrale di statistica nazionale, alla fine del 2005 erano stati celebrati 72 mila matrimoni civili, la cifra più bassa dal 1945 e ben 12 mila in meno del 2004. Diverse le cause, secondo il Cbs, della diminuzione: l’età media al primo matrimonio è cresciuta costantemente dai 23 anni dalla metà degli anni Settanta, ai quasi 30 del 2005, la convivenza registrata, che la legge olandese permette dal 1998. Il numero di nuove convivenze registrate di coppie non sposate è passato da 2 mila a oltre 6 mila tra il 2001 e il 2005. GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO: LOTTA ALLA POVERTÁ. Per quanto riguarda il rispetto dei Millennium Development Goals, obiettivi fissati unanimemente dalle Nazioni Unite nel 2000 nella lotta alla povertà e all’esclusione in tutto il mondo e “sottoscritti anche dai Paesi Bassi.”, se ne ricorda l’urgenza, così che questi obiettivi, da realizzarsi entro il 2015 “rimangano ai primi posti nell’agenda dei governi dei Paesi occidentali e dell’Unione europea e noi”, continua la lettera “chiediamo con urgenza al prossimo governo olandese di impegnarsi con convinzione per il loro raggiungimento”. Sottolineata anche l’importanza e le opportunità offerte dall’unificazione europea, processo che può aiutare gli europei a ritrovare le innegabili radici cristiane dell’identità europea. DIFESA DELL’AMBIENTE. Grande importanza è quella data anche alle problematiche ambientali: “la presa di coscienza che i mutamenti climatici non possano non arrecare a lungo termine conseguenze irreparabili richiede”, secondo i vescovi, “provvedimenti radicali, e in questo un ruolo centrale lo gioca la mentalità degli uomini”, infatti “per le questioni sull’ambiente e la sostenibilità sono in principio disponibili buone soluzioni sia economiche che tecnologiche; ma si dovrebbe richiedere un maggiore cambiamento a livello personale”, si afferma; dunque “uno stile di vita più sobrio e attenzione alla sostenibilità”. Augurando a tutti saggezza e la benedizione di Dio, i vescovi concludono chiedendo al futuro governo di affermare una propria personalità: “viviamo in un periodo nel quale molti hanno paura e rischiano di perdere la presa sulla propria esistenza, senza potervi opporre nulla. Paura e disaccordo non devono essere le guide dell’azione pubblica, ma non possono nemmeno essere misconosciute. Questo è il compito del nuovo governo per offrire prospettiva e imprimere una direzione” .