L’arcivescovo di Cardiff, mons. Peter Smith, ha scritto al Ministro britannico per le autonomie locali e le politiche per la famiglia, Ruth Kelly, chiedendo un incontro per discutere la nuova legislazione sulle unioni omosessuali. Smith, presidente del Dipartimento per la responsabilità cristiana e la cittadinanza della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, intende, in tal modo, comunicare al ministro “la grave preoccupazione” della Chiesa Cattolica che “teme che le proprie agenzie di adozione e affido potrebbero essere costrette a chiudere nel caso in cui non accettassero le coppie gay come coppie adottive a tutti gli effetti”. Lo scorso mese l’arcivescovo ha scritto al Ministro per chiedere un’eccezione che consenta alle agenzie cattoliche di operare come fanno oggi, considerando come coppie adottive soltanto le coppie eterosessuali. I nuovi regolamenti dovevano essere introdotti in tutto il Regno Unito nell’ottobre 2006, ma il governo ha ritardato di sei mesi l’entrata in vigore per studiare il grande numero di rimostranze che ha ricevuto. Nel Nord Irlanda la nuova legislazione è entrata in vigore questa settimana provocando le proteste di migliaia di cristiani. Lord Morrow, membro del partito democratico unionista ha subito chiesto alla Camera alta del parlamento britannico di annullarla e oltre duemila cristiani hanno firmato una lettera per la Regina chiedendo al sovrano di intervenire presso il Primo Ministro perché venga modificata la legge definita dai firmatari un affronto alla libertà di religione.