Germania: Bulgaria e Romania nell’Ue

Sull’ingresso di Bulgaria e Romania nell’Ue si è espresso positivamente padre Dietger Demuth, direttore di Renovabis, l’organizzazione tedesca di assistenza ai Paesi dell’Est. “L’ingresso nell’Ue all’inizio dell’anno evidenzia come la Bulgaria e soprattutto la Romania appartengano storicamente e culturalmente alla comunità dei popoli europei”, ha dichiarato Demuth. “Ora si completa un legame secolare che era stato spezzato improvvisamente nei tempi recenti con la Cortina di ferro e la Guerra fredda”, ha proseguito. Il responsabile di Renovabis si è detto convinto che l’appartenenza della Bulgaria e della Romania all’Ue avrà ripercussioni positive nel lungo periodo, per quanto concerne lo sviluppo politico ed economico e conseguentemente la situazione sociale delle persone dei due Paesi. La Bulgaria e la Romania non saranno una palla al piede per l’Ue”, ha affermato, illustrando quanto detto alla luce dell’esperienza pluriennale di Renovabis con i propri partner di progetto nei due Paesi, in cui l’associazione ha finanziato, solo nell’anno passato, un totale di 158 progetti per circa 2,2 milioni di Euro. Pur sottolineando la soddisfazione per l’ingresso di Bulgaria e Romania, Demuth ha ricordato la Croazia: “Non possiamo dimenticare questo Paese al confine sud-orientale dell’Ue”, ha detto, “poiché un ingresso a breve nell’Ue significherebbe per la Croazia e il suo popolo un grande passo in avanti verso la pace sia a livello nazionale che a livello dell’intera regione”.