Portogallo: “l’aiuto umanitario non fa distinzioni”

Il direttore esecutivo della ong portoghese Oikos, João José Fernandes, ha commentato con soddisfazione il richiamo al rispetto dei diritti naturali e fondamentali dell’uomo, in modo particolare in contesti bellici, contenuto nel Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace. Riprendendo la denuncia del pontefice sulla violazione del diritto internazionale umanitario nel recente conflitto in Libano del Sud, “dove l’obbligo di proteggere e aiutare le vittime innocenti e di non coinvolgere la popolazione civile è stato in gran parte disatteso”, Fernandes ha voluto ribadire che “nel soccorso umanitario alle persone non è giustificabile alcuna distinzione di credo religioso, razza, colore della pelle o differenza linguistica”. L’Oikos, cooperazione e Sviluppo (www.oikos.pt), da molti anni cerca di sensibilizzare la società civile e il governo portoghese nei confronti delle vittime di varie situazioni di povertà o guerra, svolgendo la propria attività in 11 Paesi. “Il nostro intervento – spiega il portavoce dell’associazione – è anzitutto destinato a proteggere i rifugiati ed i profughi di guerra, cercando di garantire loro l’accesso ai generi di prima necessità, quali l’acqua ed i prodotti alimentari e sanitari”. “In un secondo tempo, ci preoccupiamo anche del recupero della dignità umana degli individui, mediante programmi di sviluppo specifici”. “Parallelamente, però, – ha continuato – è altrettanto necessaria una fondamentale e difficile azione di tutela sociale. L’aiuto umanitario deve sempre conservare il suo carattere di neutralità ed imparzialità poiché è sempre la società civile, nella sua interezza, ad essere la vittima delle guerre e ad esserne involontariamente coinvolta”.