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Cristiani ed Europa: pensieri e impegni per il 2007
Come europei abbiamo iniziato il 2007 con la percezione che è necessario un salto di qualità. Abbiamo le domande legate al processo di unificazione. È vero che esso procede e che l’Europa sta archiviando la tragedia di un muro che la divideva – la Romania e la Bulgaria il 1° gennaio sono entrate nell’Ue, la Slovenia ha scelto l’Euro -, ma insieme emerge sempre più la domanda se l’Ue sia capace di accogliere altri inquilini e su cosa l’Ue sia in grado di offrire ai propri membri. La Presidenza tedesca dell’Ue potrà rilanciare il dibattito sul Trattato costituzionale o la questione sarà inesorabilmente rimandata? Quali indicazioni verranno dalle votazioni in Francia?Ci interroghiamo sui rapporti dell’Europa verso gli altri continenti: quale il suo contributo per la pace nel Medio Oriente? Come l’Europa è in grado di reggere il confronto con l’imponente emergere politico ed economico della Cina e dell’India? Come collaborare con l’Africa per renderla protagonista sulla scena mondiale, superando i gravi problemi sociali? Come affrontare le grandi urgenze planetarie legate all’ambiente? Altri gravi interrogativi riguardano le questioni etiche legate alla vita, dove è in gioco la realtà stessa della persona umana: nel 2007 molti Paesi europei affronteranno dibattiti e legislazioni che riguardano la sperimentazione sugli embrioni, l’eutanasia, la famiglia. Il rischio è che l’Europa affronti queste domande nella solitudine, perché non sa più che Dio cammina sulle sue strade. La solitudine è una brutta compagna. Se il Cielo è chiuso sulle strade dell’Europa, tutto si gioca nei limiti del terrestre e dello storico. Si possono tentare grandi imprese, ma se la morte è l’ultima parola, dove possiamo trovare un senso definitivo per il nostro agire, un fondamento ai nostri valori, una luce per dire chi è la persona umana, una base alla fratellanza tra tutti gli abitanti del pianeta? Se manca un’apertura alla trascendenza rischiamo scelte con brevi orizzonti e ci accontentiamo di compromessi su un minimo comun denominatore.Il 2007 ci riservi il coraggio di tentare un salto di qualità per trovare un consenso in alto, dove ognuno possa offrire il contributo più profondo e più vero per il bene comune. Il cristianesimo abbia dei testimoni autentici e coerenti e riceva spazio e comprensione per offrire un apporto che può riservare sorprese alla stanca Europa. Nell’agenda dei cristiani europei ci sono appuntamenti preziosi. Quando il 25 marzo si celebrerà a Roma e a Berlino il 50° del Trattato di Roma, fondativo della Comunità europea, le Conferenze episcopali dei Paesi Ue realizzeranno a Roma un convegno per riscoprire la visione e i valori dei padri fondatori e il senso della cittadinanza europea. Il 4-9 settembre tre mila cristiani di tutti i Paesi del continente si riuniranno a Sibiu, in Romania, per la terza assemblea ecumenica europea, per pensare e vivere il tema: “La luce di Cristo illumina tutti”. I vescovi europei e africani hanno concordato una serie di incontri sul tema della migrazione per approfondire la comune responsabilità: il primo incontro si realizzerà in Ghana a novembre. A giugno a Roma si riuniranno professori delle università europee per riflettere sul nuovo umanesimo. La solitudine chiude gli orizzonti e genera paura e tristezza, specie tra i giovani. La grande notizia è che l’uomo non è solo perché Dio esiste, si è incarnato e lo ama fino al dono della vita. Questa la novità che può dare all’Europa il coraggio di un salto di qualità.