PRIMA PAGINA

Le vere stelle

L’Europa e la “Spe salvi”

In questa fine 2007, tracciando un bilancio di questi ultimi dodici mesi, non si può che essere contenti dei nuovi progressi compiuti dal processo di integrazione europea – l’adozione del nuovo Trattato, l’ampliamento della zona Schengen -, oltre che della buona salute economica del Vecchio Continente. Ma che ne è della “salute” dei suoi cittadini? Il malcontento generale non è diminuito nel corso dell’anno. Si nota già da un po’ di tempo un malessere crescente un po’ ovunque in Europa, soprattutto negli strati più poveri delle nostre popolazioni. Le manifestazioni esteriori di questo malessere sono numerose: i sentimenti di insicurezza, il rifiuto degli stranieri, l’avanzata dei partiti estremisti, le rivolte delle banlieues… La lista è lunga e gli esempi sono eclatanti in ogni Paese. È soprattutto della mancanza crudele di speranza che soffrono oggigiorno gli europei, temperata qua e là dagli annunci di indici di crescita incoraggianti.La recente enciclica di Benedetto XVI, Spe salvi , giunge a proposito per ricordare la necessità di restituire un afflato di speranza alle donne e agli uomini di oggi. Ben lungi da un discorso moralizzatore, il Papa ricorda che l’uomo non è soltanto il prodotto di condizioni economiche. È il frutto e il motore di relazioni multiple: mutua assistenza, condivisione, solidarietà, amore. E il Papa invita cristianesimo e società al dialogo e all’autocritica.Si concorda totalmente con Benedetto XVI quando scrive che le migliori strutture hanno sempre bisogno di convinzioni. Le istituzioni devono basarsi su persone convinte e libere. Libere di fare e di rifare, ogni giorno, la scelta del bene comune. Ciò vale per i politici, certamente, ma anche per ciascun cittadino, indipendentemente dal grado di influenza – o di dipendenza – nella società.Una sfida da affrontare nelle società europee sempre più improntate all’individualismo.La speranza rinascerà soltanto se ognuno sarà capace di umanità, di un’umanità che spinge ad amare gli altri e a condividere le proprie gioie – e quasi di più – le proprie sofferenze. Ne siamo ancora ben lontani se si osserva la cerchia politica di certi emicicli nazionali, ma questo non è un motivo per interrompere il cammino.In questo senso, Spe salvi sarebbe un’ottima lettura serale per molti.Nei giorni di Natale, questa enciclica reca un bagliore di speranza nell’Europa d’oggi. E Benedetto XVI cita la nostra responsabilità comune: “Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere nella rettitudine; esse sono le luci della speranza”. E le stelle non sono anche nella bandiera europea?Una bella sfida per i responsabili politici d’Europa, ma anche per ciascun cittadino, essere o divenire questi fari, che irradiano luce attorno a sé e possono anche ridonare speranza. Dolce utopia? Ci scommetta questa vecchia Europa!