ECUMENISMO
Il 7 dicembre, Benedetto XVI ha ricevuto in udienza privata il metropolita Kirill, capo del Dipartimento degli Affari esteri del Patriarcato di Mosca. al centro dell’incontro le relazioni bilaterali tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana e il dialogo cattolico-ortodosso. In un’intervista rilasciata all’Osservatore Romano, il metropolita Kirill ha definito l’incontro con il Papa “una tappa molto positiva verso l’unità”, “uno di quei mattoni che fanno da pilastro e permettono di fare passi importanti verso la costruzione dell’unità”, confermando la definizione di “disgelo” che egli stesso ha dato, all’indomani della nomina di mons. Paolo Pezzi ad arcivescovo cattolico di Mosca. “Esaminando in coscienza tutto ciò che abbiamo fatto insieme in questi ultimi anni – afferma l’alto esponente ortodosso – il giudizio sui nostri sforzi è sicuramente positivo”. A proposito delle “difficoltà” nel dialogo teologico segnala come “il dialogo sia lo strumento migliore per trovare una soluzione comune ai problemi che esistono”. “Noi – aggiunge – vogliamo dialogare con la Chiesa cattolica, siamo coscienti dell’importanza dello sviluppo bilaterale dei nostri rapporti, consideriamo utile rendere più stretta la nostra collaborazione nel più ampio campo del dialogo tra le religioni”. Come “passo decisivo da compiere” tra cattolici e ortodossi russi il metropolita indica “comprendere fino in fondo che noi non siamo estranei gli uni agli altri” e che “certamente non siamo neppure nemici, anzi, abbiamo bisogno l’uno dell’altro”. Nell’intervista del metropolita all’Osservatore romano non c’é accenno alla questione delle diocesi cattoliche istituite in Russia da Giovanni Paolo II: in una conferenza che si è tenuta nei giorni scorsi a Mosca, Kirill aveva affermato che per migliorare i rapporti tra Mosca e Vaticano le diocesi avrebbero dovuto essere abolite e che si sarebbe dovuti tornare allo status canonico del 2002 e cioè alle amministrazioni apostoliche. L’incontro di Kirill con il papa è inserito in un viaggio che il metropolita ha fatto in Italia. E’ iniziato il 7 dicembre a Venezia dove il numero due del Patriarcato di Mosca ha incontrato il card. Angelo Scola ed ha partecipato – su invito del sindaco della città – ad un convegno dedicato alla figura di Paul Florensky. All’incontro con il card. Scola, ha partecipato anche il vescovo di Udine, mons. Pietro bollo: i tre prelati hanno parlato della presenza ortodossa a Venezia e nelle regione veneta. Giunto a Roma, dopo l’incontro con Benedetto XVI, il metropolita ha consacrato la cripta della chiesa ortodossa russa Santa Caterina d’Alessandria a Roma dedicandola ai Santi Costantino ed Elena. Ha poi reso visita alla Basilica di San Pietro per venerare le reliquie dell’apostolo Pietro, di papa Gregorio e di San Gregorio di Nissa. In seguito ha incontrato i seminaristi del Patriarcato di Mosca che studiano a Roma.