Germania: “no” all’uso di embrioni per la ricerca

Un “no” deciso ad un alleggerimento della legge sulle cellule staminali è stato pronunciato dal card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca in un’intervista pubblicata l’8 dicembre dal quotidiano di Düsseldorf “Rheinische Post”. L’eventuale modifica alla legge, non esclusa a priori dalla cancelliera Merkel nel corso del convegno della Cdu di Hannover dei primi di dicembre, prevede che sia possibile utilizzare anche gli embrioni umani ottenuti all’estero dopo il 1° gennaio 2002. Il divieto mira ad impedire che vengano utilizzate ulteriori cellule staminali embrionali. Gli scienziati premono invece per una deroga della data ultima, poiché secondo loro le cellule staminali attualmente disponibili non sarebbero più utilizzabili. Per Lehmann, “la deroga del termine non è una semplice questione di date ma se la vita umana possa essere sacrificata ai fini della ricerca”. “A questo, la Chiesa dice chiaramente ‘no'”, ha aggiunto il cardinale, dicendosi “fiducioso che i parlamentari federali siano consapevoli delle implicazioni del loro voto”. “Riconosco anche che l’ultima istanza di una decisione di questo genere è la coscienza”, ha ammesso, sottolineando che “dai colloqui con i parlamentari so che nessuno di loro prende una decisione con leggerezza”. Sulla posizione di Merkel, contestata da molti ambienti cattolici, Lehmann ha affermato di comprendere “che deve tener conto di molte cose per via della carica che ricopre. Tuttavia, per la Chiesa cattolica è ‘norma di coscienza’ che la vita umana comincia con l’unione di due cellule germinali e che ha dall’inizio una dignità inalienabile che non possiamo semplicemente invalidare per presunti alti scopi di ricerca”.