Francia: impegno per la vita umana

Fine settimana in Francia dedicato alla maratona di Téléthon, trenta ore di solidarietà sulle reti televisive France 2 e France 3. Ma sui progetti di ricerca finanziati dalle donazioni, i vescovi francesi hanno ingaggiano già dall’anno scorso una battaglia in difesa dell’embrione umano e contro il suo utilizzo per fini di ricerca. La Conferenza episcopale francese ha pubblicato sul suo sito l’intervento che il suo presidente, l’arcivescovo di Parigi card. Andrè Vingt-Trois fece all’ultima assemblea plenaria. “Pensiamo prima di tutto ai giovani malati e ai loro familiari, alle loro speranze di guarigione e al loro coraggio. Ammiriamo la generosità che anima coloro che partecipano a Téléthon e non abbiamo assolutamente l’intenzione di gettare scredito su questa generosità che porta frutto”. “Ma la generosità non legittima tutto. Auspichiamo che ciascuno rifletta e sia attento alle gravi questioni” che i progetti di ricerca sovvenzionati da Téléthon rimandano come l’utilizzo delle cellule embrionali e la strumentalizzazione mediatica dei malati. La posizione dei vescovi francesi sulla maratona di Téléthon si inserisce in più vasto impegno che l’episcopato francese intende assumersi riguardo il rispetto della vita umana e più precisamente la legge della bioetica, promulgata nel luglio del 1994, rivista per una prima volta nel 2004 e di nuovo oggetto di revisione nel 2009. A questo argomento, l’arcidiocesi di Parigi ha redatto un dossier informativo in cui si spiega perché la Chiesa intende prendere posizione sulla legge: “Se da una parte occorre incoraggiare la ricerca di tutte le forze possibili, dall’altra occorre controllare sulle sue derive. La Chiesa cattolica fa appello affinché si vigili perché la ricerca si faccia sempre nel rispetto della vita umana e perché sia al servizio dell’uomo e non l’inverso”.