Misure concrete da Bruxelles per favorire l’imprenditorialità delle fasce di popolazione più deboli e combattere al contempo l’esclusione sociale e lavorativa. La Commissaria UE alla politica regionale, Danuta Hübner, ha infatti annunciato nei giorni scorsi una nuova “iniziativa tesa a migliorare l’accesso al credito per le piccole imprese e le persone che versano in una situazione di esclusione sociale per avviare un’attività autonoma”. L’obiettivo consiste nel creare le condizioni favorevoli allo sviluppo del micro-credito (piccoli prestiti nell’ordine medio di 7.700 in Europa, fino ad un massimo di 25.000 ), aiutando “persone che – per diversi motivi – non sono in grado di ottenere prestiti dal settore bancario tradizionale”. L’iniziativa – il cui modello riscuote successo nei Paesi poveri ormai da un decennio – ricalca il progetto pilota finanziato dal Fondo Sociale Europeo “Capitale Locale e Finalità Sociale” inspiegabilmente sostenuto dalla Commissione solo nel triennio 1999-2001. In collaborazione con le autorità comunitarie e regionali, gli Stati membri sono ora chiamati ad adeguare i “quadri istituzionali, giuridici e commerciali a livello nazionale” per erogatori e beneficiari: si calcola che l’incremento del capitale investito nell’UE grazie a tale iniziativa possa superare i 6 miliardi di nel giro di pochi anni.